Montepulciano:domenica 9 La Quinta Sinfonia di Maher al teatro Poliziano

Montepulciano accoglie l’evento sinfonico che unisce la Dartmouth Symphony Orchestra con l’Orchestra Toscana dei Conservatori: domenica 9 dicembre, alle 21.00, è in programma al Teatro Poliziano la Quinta sinfonia di Mahler, capolavoro assoluto dell’autore austriaco, sotto la direzione del maestro Filippo Ciabatti che guiderà più di 70 musicisti.Il progetto internazionale nasce dal legame didattico tra l’Università statunitense di Dartmouth, annoverata tra le più prestigiose al mondo, e il Conservatorio Rinaldo Franci di Siena, capofila dell’Orchestra Toscana dei Conservatori in cui sono coinvolti gli istituti musicali Luigi Cherubini di Firenze, Luigi Boccherini di Lucca e Pietro Mascagni di Livorno. La tournée suggella la cooperazione tra l’istituzione senese e il college americano: dopo la firma dell’accordo sui nuovi percorsi formativi, è in agenda la serie di concerti che debutta a Firenze (7 dicembre) per poi muoversi a Montepulciano e Lucca (10 dicembre), fino all’atteso epilogo di Siena (11 dicembre al Teatro dei Rinnovati).  “Per il Conservatorio Franci – spiega la presidente Miranda Brugi – è un vero onore ospitare i musicisti della Dartmouth Symphony Orchestra, per una collaborazione che rafforza i legami nati oltre 2 anni fa. Oggi, grazie a questo tour, riusciamo a dare ai nostri studenti l’opportunità di esibirsi con i colleghi degli altri istituti toscani e soprattutto di incontrare umanamente i musicisti di uno dei college più autorevoli al mondo”.Luciano Tristaino, direttore dell’Istituto Franci, si dice certo che questa iniziativa artistica offrirà al pubblico un’esperienza di ascolto davvero rara e intensa: “Si tratta di un momento importante per i nostri musicisti, per il confronto e la collaborazione su scala internazionale, oltre che per la diffusione di un’opera rilevante, come la Quinta Sinfonia di Mahler, con cui i giovani raramente hanno possibilità di confrontarsi”.La Sinfonia n. 5 fu composta da Gustav Mahler tra il 1901 ed il 1902, articolata in cinque movimenti. Per la vastità dell’impianto e della costruzione, oltre che per la ricchezza di immaginazione e di idee musicali, la Quinta è un’opera poderosa che si inserisce, pur potenziandone la struttura e il discorso orchestrale, nella grande tradizione sinfonica tedesca.