Monteroni: progetto š„.š’.š‚.šˆ., presentato alla tenuta di Suvignano il volume dedicato all’emigrazione sarda in centro Italia.Un punto di arrivo che ĆØ un nuovo punto di partenza per il Circolo ā€œPeppino Mereuā€, nell’anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori proclamato dall’ONU

Incontro nella Sala della LegalitĆ  della Tenuta di Suvignano a Monteroni d’Arbia, per p resentare il progetto E.S.C.I. -Emigrazione Sarda nel Centro Italia, promosso dal Circolo ā€œPeppino Mereuā€ di Siena insieme ad altri Circoli.
La presentazione del volume (presto seguito da un e-book) che raccoglie le testimonianze di alcune famiglie sarde emigrate, che hanno costituito il vero e proprio motore del progetto, ĆØ stata l’occasione per riflettere sulla ricchezza dello scambio umano e culturale che si ĆØ realizzato dagli anni ā€˜60 tra la comunitĆ  sarda immigrata e le comunitĆ  accoglienti, creando una cultura nuova, ibrida, ma mai separata dall’identitĆ , e insieme una memoria collettiva vitale e in costante crescita.
Erano presenti, in rappresentanza delle rispettive istituzioni sostenitrici del progetto, Mia Diop (foto), vicepresidente della Regione Toscana e assessora al recupero e alla riqualificazione dei beni sottratti alla mafia e cultura della legalitĆ , DesirĆ© Alma Manca, assessora del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, Alberto Taccioli vicesindaco del Comune di Monteroni d’Arbia, il direttore dell’Ente Terre Toscane Giovanni Sordi e il presidente dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna Stefano Lavra, che hanno ragionato con i rappresentanti dei Circoli sul valore attuale della difesa della memoria che non porti a ā€œmusealizzareā€ sĆ© stessa, bensƬ a creare iniziative vive in uno scambio fecondo tra generazioni. “Oggi, la caparbietĆ  dei giovani immigrati che scelsero di stabilirsi in questi territori mostra i suoi frutti attraverso aziende produttive gestite da figli e nipoti, e l’esempio di accoglienza può essere presa come modello di integrazione virtuosa tra diverse culture, in un momento storico preoccupante per i troppi episodi di chiusura e intolleranza” ha fatto notare Taccioli.
Elio Turis del Circolo ā€œPeppino Mereuā€, fondato dal pastore-poeta Pietro Siotto, ha spiegato che E.S.C.I. ā€œnon ĆØ un museo, ma uno spazio della narrazione della memoria perchĆ© essa non vada perduta. I documenti, le immagini e le voci sono fruibili qui in Sala sui 4 totem, insieme ai pannelli che regalano una forte dimensione sensoriale anche per i portatori di disabilitĆ . Il progetto, con lo Spazio della narrazione a Suvignano, il docu-film Oltre il mare realizzato insieme dal regista sardo Irio Pusceddu, (il regista ĆØ anche il responsabile dell’allestimento e dell’organizzazione multimediale), e il volume presentato, ĆØ stato ispirato alla ricerca che, negli anni ā€˜80, il Prof. Piergiorgio Solinas dell’UniversitĆ  di Siena portò avanti insieme ad alcuni giovani ricercatori. Una di questi, Sandra Becucci, ha spiegato come lei e gli altri iniziarono dall’analisi delle iscrizioni nelle 36 anagrafi della provincia di Siena per trovare gli immigrati, realizzando in seguito più di 100 interviste sonore, che hanno costituito la base dell’attuale progetto.
In occasione della presentazione del volume, ĆØ stato esposto il bellissimo tappeto della scuola di Maria Lai, che va ad arricchire la Sala della LegalitĆ  di Suvignano. L’artista sarda nel 1981 realizzò, ā€œLegarsi alla montagnaā€, la prima opera internazionale di arte relazionale; Damiano Rossi della Stazione dell’arte di Ulassai ha ricordato l’importante operazione della Lai, attiva, costruttiva e politica, per ricollegare il paese con la sua memoria, che coinvolse gli abitanti e consumò ben 27 km di nastri. Le donne tessevano in strada e compongono la cooperativa più longeva dell’isola. Oggi, insieme alla Stazione, il paese ĆØ un museo di arte contemporanea all’aperto, che simboleggia l’arte che ritorna alla comunitĆ  che vuole incontrare le altre comunitĆ .