Pd: dopo dimissioni segretario Zingaretti; assemblea provinciale Pd di Siena,”le sue dimissioni ci hanno spiazzato, auspichiamo che vengano ritirate prima dell’assemblea nazionale del 13 e 14 marzo, luogo dove è necessario che si faccia chiarezza sul dibattito interno, luogo dove auspichiamo che venga ribadita una totale fiducia al segretario e che gli si affidi il mandato di aprire una fase di discussione profonda a tutti i livelli”

L’ Assemblea Provinciale del Partito Democratico di Siena su proposta del segretario provinciale Andrea Valenti, ha approvato con voto unanime il seguente documento. Eccolo:

“La federazione provinciale di Siena in questi anni si è data una prospettiva politica. Quella di un Partito Democratico unitario e non isolato. Perché siamo convinti che questa sia l’unica modalità per la quale tutte le idee abbiano agibilità politica, perché crediamo che la sintesi tra posizioni sia un compito per un partito che vuole essere nei fatti aperto, plurale, inclusivo.Ma l’unità di un Partito non significa né rendere un gruppo dirigente un semplice esecutore di istanze correntizie né mantenimento di posizioni e ruoli.Significa uno scatto in avanti responsabile e collettivo in una gestione unitaria di organizzazione, comunicazione, tesseramento, luoghi politici, soprattutto una gestione unitaria dei temi e dei contenuti che vogliamo e dobbiamo esprimere.A Siena abbiamo provato a farlo, e siamo convinti che i risultati che abbiamo ottenuto non sarebbero stati possibili, o sarebbero stati di portata minore, senza questa impostazione che pratichiamo da anni.

Per questo gli ultimi eventi che riguardano i livelli superiori, sia quello nazionale che quello regionale, ci preoccupano e ci amareggiano.Leggere le parole del segretario nazionale, eletto esattamente due anni fa, che dice di provare vergogna per quello che sta succedendo nel suo Partito, ha suscitato in noi un profondo sgomento. Noi crediamo semplicemente che il logoramento continuo, la logica serrata delle correnti vissute non come luoghi legittimi e preziosi del pluralismo che contraddistingue la nostra forza politica ma come una continua e strisciante resa dei conti sia – oltre che da irresponsabili in una fase di pandemia globale e di crisi economica – intollerabile e incomprensibile. Fatichiamo molto noi, che siamo dirigenti di questo Partito, a capire quello che sta succedendo. Dai messaggi che stiamo ricevendo e riceviamo dai nostri iscritti ed elettori, l’amarezza e la rabbia sono  sentimenti diffusi.  Siamo consapevoli che questo Partito abbia bisogno di un processo di riflessione profonda su se stesso e sulle sue prospettive. Un processo avviato dopo la disastrosa sconfitta del 2018, rallentato dalla situazione che stiamo vivendo.  Un processo di ridefinizione di campo, di prospettiva e di valori che riteniamo non essere più rinviabile.  Ben venga un congresso per temi, dove si ridisegna il profilo completo del Partito Democratico, lo si aggiorna alla situazione attuale, si cala la nostra azione politica sulla realtà che viviamo e soprattutto, perché questo è il ruolo di un Partito, sulla nostra idea di futuro. Questo è il congresso che serve, non l’ ennesima conta interna che non sarebbe capita da noi dirigenti, dagli iscritti, dagli elettori e dai simpatizzanti. Soprattutto, non sarebbe capita dal paese che ambiamo a rappresentare del quale dobbiamo occuparci con urgenza.  Dobbiamo definire con serietà e rigore la nostra idea politica, ribadire le nostre scelte di campo. Elaborare concetti definitivi e comprensibili al paese sui temi che ci riguarderanno tutti nei prossimi anni. Ribadire ed aggiornare la posizione del PD sui temi della transizione ecologica e del green new deal.  Elaborare le nostre riforme in tema di riforma fiscale, in materia di riforma del lavoro, elaborare il nostro modello di welfare incentrato sulla giustizia sociale, sulla redistribuzione, sull’aiuto a chi è più debole. Sulla cultura e sulla promozione turistica, sulla formazione e sul mondo della scuola, sul riposizionamento strategico della nostra economia. Sui temi dell’ agricoltura e delle produzioni del made in Italy.  Sulle pari opportunità, sul woman new deal che deve diventare pratica quotidiana e non mero intento. Capire se davvero questo Partito può mettere in campo proposte politiche durature nei confronti di chi ha perso e perderà lavoro, verso chi sta pagando e pagherà questa crisi – e sono prevalentemente donne e giovani – capire chi siamo e chi vogliamo rappresentare. Un processo rifondativo, iniziato con l’assemblea di Bologna dell’ ottobre 2019 che va ripreso, confrontato con i territori, concluso, diffuso e applicato. Con il contributo di tutti, perché tutti servono, con idee diverse ma che stanno in un alveo comune, quello di una forza progressista, socialdemocratica, riformista e ambientalista. Serve aprire una stagione nuova rispetto al tempo che stiamo vivendo, e solo la maggiore forza del centrosinistra può elaborare la proposta di un radicale mutamento del nostro modello di sviluppo. Questo processo dobbiamo e possiamo farlo, e dobbiamo e possiamo farlo insieme. L’unità si concretizza raggiungendo la più alta sintesi possibile, non con parole di circostanza e atteggiamenti di tutt’altra natura. Questo viene prima di tutto. Dei nomi, delle poltrone, delle beghe interne che non ci interessano e non ci entusiasmano, viene anche prima del tema delle alleanze. Perché prima di decidere “con chi” è necessario decidere “su cosa”. Poi si cercano i compagni di viaggio. Le dimissioni del segretario Nicola Zingaretti ci hanno spiazzato e lasciato senza parole, pur nella comprensione del problema politico che il segretario ha sollevato. Gli ribadiamo la nostra vicinanza e auspichiamo che vengano ritirate entro l’assemblea nazionale del 13 e 14 marzo, luogo dove è necessario che si faccia chiarezza sul dibattito interno, luogo dove auspichiamo che venga ribadita una totale fiducia al segretario e che gli si affidi il mandato di aprire una fase di discussione profonda a tutti i livelli.E riteniamo che lo stesso processo di ricomposizione dell’unità del Partito vada ricercata con forza e senza veti nel Partito Regionale.Noi non vogliamo più vergognarci del nostro Partito. Perché siamo donne e uomini appassionati, legati ai territori, che quotidianamente e gratuitamente lavorano in questo partito guidati da un’idea di una società più giusta e più equa. Vogliamo un PD all’altezza dei nostri sogni e delle nostre aspettative”.