Piancastagnaio: la nuova società Floramiata chiude con un bilancio in attivo e punta a diversificare la produzione

di Massimo Cherubini

Il verde è sempre più verde. Per la  società Floramiata di Piancastagnaio in mezzo alla rigogliosa produzione arriva anche il “verde”- in senso positivo- di bilancio. Negli otto mesi di esercizio- dopo aver rilevato l’azienda dalla procedura fallimentare- i l nuovo azionariato chiude il bilancio con un attivo di quasi seicentomila euro.Non è -dice l’amministratore delegato Marco Cappellini- il nostro punto di arrivo. Il risultato è stato raggiunto grazie ai crediti d’imposta (vantaggi economici che vengono riconosciuti per l’utilizzo dei flussi geotermici n.d:r) e noi, già dal prossimo anno, puntiamo ad ottenere un utile di bilancio a prescindere dagli incentivi fiscali”.In modo sobrio, composto, senza esaltazioni, l’amministratore delegato manifesta la sua soddisfazione. Confortata dai dati, dai progetti. Queste serre, che si estendono in un area di 127 ettari, dei quali ventisette sono riscaldati grazie alla geotermia, coltivano, ogni anno, tre milioni di piante ornamentali di sessanta specie . L’apporto dei flussi geotermici è determinante. Basti dire che in un anno per scaldare le serre si risparmiano ben 9570 tonnellate di gasolio. E questo, ovviamente, risparmia anche l’ambiente visto che sono ben 30mila le tonnellate di CO non prodotte. Sul fronte produttivo la Floramiata ha concrete intenzioni di investimento. Intanto la realizzazione -per piante compatibili con il clima e il territorio- di una vasta area di serre a cielo aperto. Non solo. Si punta a diversificare anche la produzione specializzandola con castagni, nocciole e via dicendo. Va da se che se aumenta la produzione, si arricchisce il ventaglio dei prodotti offerti, aumenta anche l’occupazione. Oggi sono cento i dipendenti occupati. Una ventina in meno -esclusi gli avventizi, ovvero quelli che venivano occupati a tempo determinato- di quelli che vi lavoravano prima dell’avvio della procedura fallimentare. E, su questo fronte. Marco Cappellini ha manifestato con chiarezza la sua “soddisfazione per la qualità dei lavoratori”. E intanto l’esperienza geotermica, con l’esaltazione del suo valore, delle sue potenzialità,, “sbarca”, con due filmati prodotti da Floramiata, a “L’Isola del Cinema” che si tiene a Roma nella settimana prossima.Il cortometraggio “Earth Generation”, per la regia di Pierpaolo Camilli, rappresenta -si legge in una nota della società florovivaistica– una storia esemplare con protagonista il lavoro in un’area, come quella dell’Amiata, dove centinaia di minatori persero il lavoro , a causa della chiusura delle miniere di mercurio. Dal sottosuolo, dalle sue risorse geotermiche, è nata una delle più grandi aziende floricole italiane. Qui, ancor oggi a distanza di decenni, diversi ex minatori sono reimpiegati come floricoltori..