Piancastagnaio: v𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚  dipendenti “𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚 & 𝐒𝐚𝐩𝐨𝐧𝐞”, sindaco Franco Capocchi, “è in gioco la tenuta produttiva di un territorio che non può permettersi ulteriori perdite occupazionali, e la credibilità del principio secondo cui un’impresa che opera in un territorio ne è anche responsabile.”

Il  sindaco del 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞  di Piancastagnaio  Franco Capocchi , che ieri ha partecipato “a𝐥 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 promosso dalla regione 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨” ha scritto in una nota su fb:
“Quello che è in gioco non è soltanto un numero di posti di lavoro, per quanto ogni singolo posto di lavoro rappresenti una famiglia, una storia, un pezzo di comunità. È in gioco la tenuta produttiva di un territorio che non può permettersi ulteriori perdite occupazionali, e la credibilità del principio — che abbiamo ribadito con forza al tavolo — secondo cui un’impresa che opera in un territorio ne è anche responsabile.
La decisione aziendale di cessare l’attività del sito espone 56 lavoratrici e lavoratori al rischio di licenziamento. Le ricollocazioni proposte dall’azienda si limitano a 7 unità, in un’area geografica ristretta, e non costituiscono ad oggi una risposta adeguata né per numero né per concreta praticabilità. Il Comune ha chiesto e ottenuto che i dati sulle sedi di ricollocazione e le distanze effettive vengano verificati e certificati, per evitare che proposte formalmente esistenti si rivelino nei fatti impraticabili per chi vive e lavora su questo territorio. Il tavolo ha concordato di lavorare su tre assi simultanei e inscindibili: le ricollocazioni praticabili, la gestione dei lavoratori prossimi alla pensione, e la reindustrializzazione del sito. Su quest’ultimo punto il Comune è impegnato insieme alla Regione e agli altri enti a costruire una concreta “dote” di incentivi — formazione, sostegno agli investimenti, strumenti per attrarre un nuovo gestore — “Perché – spiegano dal Comune di Piancastagnaio – le strutture del sito restano disponibili e non intendiamo che rimangano vuote”.
Come condizione per la prosecuzione del confronto, le istituzioni hanno chiesto e ottenuto l’impegno aziendale a non adottare atti unilaterali — in primo luogo nessuna procedura di licenziamento — fino al prossimo incontro, fissato per il 26 maggio 2026 a Firenze. È un risultato concreto, non scontato, che tiene aperta la porta a una soluzione negoziale. Ma è anche un termine: da qui al 26 maggio l’azienda dovrà dimostrare con fatti — non con dichiarazioni — di voler percorrere fino in fondo la strada della responsabilità sociale”.