Pienza: i Carabinieri identificano due nomadi che hanno truffato due anziani spacciandosi per inviati del sindaco. Hanno rubato alla coppia, che vive isolata in campagna, 2mila 500 euro. Le indagini vanno avanti con le immagini riprese da una telecamera di videosorveglianza di un vicino

I Carabinieri di Pienza vi si sono dedicati con ogni energia, perché quel furto in casa di anziani, realizzato con modi fraudolenti, li aveva davvero resi molto sensibili alla questione. Due anziani stavano tranquillamente a casa loro, un’abitazione collocata in un’area isolata e prossima alla SP 146 che da Pienza conduce a Chianciano Terme e sembrava essere una giornata come tante altre.  Entrambi pensionati vivono col loro piccolo reddito e con molta parsimonia, lui ha 90 anni e lei 87. È sicuramente bello per loro essere ancora insieme a quella ragguardevole età. Certo vivere isolati crea degli inconvenienti ma è anche piacevole abitare in campagna in un’area così amena, prossima alla bretella stradale che conduce dalla Val D’Orcia alla Val di Chiana. L’imprevisto ci può sempre stare ma quello che è accaduto non è stato davvero piacevole. Qualche giorno fa giungeva sul piazzale di casa un’autovettura sconosciuta, alla guida vi era un uomo mentre dal mezzo scendeva una signora elegantemente vestita con un tailleur bianco che si presentava come “la segretaria del sindaco”. La signora Anna, chiamiamola per comodità con un nome di fantasia, si faceva incontro agli ospiti secondo l’usanza di chi vive in campagna, e aveva modo di guardarli entrambi in faccia. Ma la signora elegante non perdeva troppo tempo in convenevoli ed entrava in casa. Parlando con Marco (altro nome di fantasia) andava a sostenere che l’INPS sbaglia nel calcolo delle pensioni, che i due anziani coniugi guadagnano troppo poco e che occorreva fare un ricorso del quale si sarebbe occupata lei “per incarico del sindaco che è molto sensibile a queste problematiche”. La sconosciuta chiedeva a questo punto di poter visionare i libretti della pensione di Anna e Marco e il novantenne aderiva a tale improbabile richiesta. La donna lo seguiva ma nel luogo dove stavano tali documenti di denari non ce n’erano. La truffatrice non si perdeva d’animo, sentendosi rassicurata dall’atteggiamento bonario dell’uomo che non dava segni di aver compreso cosa stesse accadendo. La seconda richiesta era ancora più invasiva e assurda. La donna chiedeva di verificare la validità di una banconota da cento euro proveniente dalla pensione perché poteva anche essere che fosse falsa. Marco la prelevava da un cassetto assieme ad un piccolo malloppo di risparmi di almeno 2500 euro, tutto quello che gli anziani avevano in casa. Senza alcuna pietà e con abile mossa, la donna strappava di mano all’anziano quel piccolo fondamentale tesoro e, con sommo disappunto di Anna e Marco, scappava col complice che l’attendeva in auto. Arrivavano rapidamente i Carabinieri di Pienza e il Comandante di Stazione raccoglieva un’accurata denuncia che descriveva i due personaggi che erano andati a turbare la serenità delle persone e dei luoghi in quel pomeriggio di aprile. Non avendo nient’altro in mano, i Militari dell’Arma si dedicavano a ricercare impianti di video sorveglianza nei dintorni, che potessero aver ripreso le persone ricercate. Saltava fuori la videocamera di un vicino che aveva realizzato una ripresa di ottima risoluzione che immortalava i ladri e la loro auto. Era anche possibile con qualche fatica e molta pazienza, estrapolare anche una targa. Da quella targa i Carabinieri giungevano a identificare una coppia di coniugi, due nomadi Camminanti siciliani senza fissa dimora, che in banca dati risultavano essere carichi di innumerevoli denunce per episodi analoghi. Diversi riscontri investigativi li avrebbero inchiodati alle loro responsabilità. Ora saranno senz’altro in qualche altro angolo del territorio nazionale a proseguire nella loro opera, ma Anna e Marco li hanno pienamente riconosciuti da un album di foto segnaletiche che i Carabinieri di Pienza hanno proposto loro. Gli anziani non sperano di recuperare i loro risparmi ma si augurano che la giustizia faccia il suo corso e le giuste premesse in tal senso ci sono. Avendoli visti un tantino sconvolti dall’episodio, in Comandante di Stazione ha deciso di andarli a trovare di tanto in tanto, giusto per rasserenarli, per far capire che qualcuno sta loro vicino dopo questo brutto episodio, perché quel che non riescono a capire è perché proprio loro abbiano meritato tutto questo.