Pienza: Tar conferma ordinanza demolizione impianto a biomasse e respinge ricorso costruttore

di Massimo Cherubini

Gran parte dell’impianto a biomasse, che insiste all’interno del Parco Naturale della Val d’Orcia sito Unesco, deve essere demolito. Il Tar respinge il ricorso del costruttore, Francesco Crocini titolare dell’Azienda Agricola che si trova a pochi chilometri da Pienza, teso ad ottenere la revoca dell’ordinanza di demolizione emessa, nel giugno dello scorso anno, dai competenti uffici del comune. E, stando agli atti, non è finita qui. Su questo impianto, costato oltre due milioni di euro con un contributo, a fondo perduto, della Regione di 150mila euro, pendono ancora giudizi sia di natura amministrativa (entro la fine dell’anno lo stesso Tar si pronuncerà sulla “esistenza di valido titolo per realizzarlo”), sia di natura penale (la Procura indaga su falsi documenti ed altre ipotesi di reato), sia di natura civile (richiesta danni dai confinanti). Sull’esistenza della concessione edilizia par che esistano irregolarità. Lo stesso Tar chiede al comune di produrre l’asseverazione del progetto. Documento di primaria importanza al momento non “pervenuto”. Sembra, il condizionale è d’obbligo, che molte sarebbero le irregolarità. Costruzione realizzata a distanza irregolare dalla strada provinciale; potenza superiore al previsto. Una storia nata tra non poche polemiche. Sollevate, al momento della presentazione dei progetti, dagli ambientalisti e da quanti, a partire dai confinanti con l’impianto stesso, hanno cercato di opporsi alla realizzazione di questa centrale. Realizzata per produrre 300 Kw di energia elettrica, funzionante per pochissimi mesi. Dalle contestazioni verbali a quelle formali. Partono i primi esposti, partono le prime denunce. Lo scorso anno, come detto, il comune di Pienza, dopo una serie di verifiche e sopralluoghi, ordina la demolizione, e il ripristino dell’area, di quasi due terzi delle opere realizzate. Provvedimento verso il quale il Crocini ricorre al Tar che , nel novembre dello scorso anno, accoglie la richiesta di sospensiva. Ma- cosa questa proceduralmente insolita- fissa subito l’udienza di merito che si tiene agli inizi dello scorso mese. Ora è arrivata la pubblicazione dell’ordinanza che, come detto, conferma la demolizione. Che, molto probabilmente, non avverrà in tempi brevi in ragione della possibilità del ricorso che l’imprenditore può presentare, chiedendo una nuova sospensiva, al Consiglio di Stato.