Pienza:Coronavirus; la città di Papa Pio II reclama aiuti concreti dal Governo e dalla Regione con una ‘ protesta pacifica’. Una raccolta di chiavi (simboliche) delle attività consegnate al sindaco e una lettera indirizzata ai presidenti del Consiglio Giuseppe Conte e della Regione Toscana Enrico Rossi.“Vi prometto che inoltrerò agli organi superiori le vostre giuste e sacrosante istanze”, ha dichiarato il primo cittadino di Pienza, Manolo Garosi 

 Di Giulia Benocci

La cittadina di Pienza, una delle perle della Val d’Orcia e facente parte del Patrimonio Unesco, è stata messa a dura prova dall’emergenza sanitaria di Covid-19, vivendo principalmente di turismo, con un flusso costante di persone da ogni parte del mondo per gran parte dell’anno. Per questo i cittadini, titolari di un’attività commerciale hanno organizzato una protesta pacifica per far sentire la loro voce in questo periodo così difficile per l’economia italiana, e la mancata soddisfazione per le decisioni governative assunte finora  soprattutto nel settore turistico di cui la città di Papa Pio II vive e prospera. Nel rispetto della sicurezza e delle norme vigenti per non creare assembramenti, con il pieno supporto dell’amministrazione comunale, è stato predisposto un tavolo con un cesto sotto le Logge del Comune,in cui i titolari delle attività, dalle 9 del mattino alle 18 , hanno depositato le chiavi del proprio negozio. Una chiave simbolica, ad esempio un cartoncino con scritto il nome dell’attività, e la lettera da firmare rivolta ai presidenti del Consiglio Giuseppe Conte e della Regione Toscana Enrico Rossi. I proprietari sostengono di non essere ascoltati e di non essere  presi in considerazione  dopo circa 50 giorni di sacrifici  per le loro famiglie e ,per chi ne ha, dei dipendenti, che vivono quasi esclusivamente del frutto degli incassi; la grande paura è quella di non riuscire più a ripartire se la situazione non si modifica al più presto. Perciò per affrontare la ‘fase 2’ dell’emergenza sanitaria che prevede aperture scaglionate e per alcune categorie la chiusura per un altro lungo mese chiedono aiuti concreti, non solo i 600 Euro promessi alle Partite Iva.  Avvertono che non vogliono morire di Covid-19 e rispettano le regole, ma nemmeno di fame. Quindi chiedono  l’annullamento di tutte le tasse comunali e regionali relative all’anno 2020; un contributo a fondo perduto in base alla perdita avuta, facendo un confronto con gli incassi dello stesso periodo dell’anno precedente; un prestito del 25% del fatturato a tasso zero da restituire in 10 anni; un contributo immediato per ricoprire parte degli stipendi ed evitare licenziamenti; la riduzione delle bollette dei servizi, rimasti inutilizzati ed abbassare il cuneo fiscale. “Prometto a tutti che terminata la raccolta delle chiavi inoltrerò agli organi superiori le vostre giuste e sacrosante istanze – ha dichiarato il primo cittadino di Pienza, Manolo Garosi – ; in base alle decisioni assunte al livello governativo  vi hanno e ci hanno causato tante perdite, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista dell’entusiasmo e della voglia di ripartire. Vorrei incitarvi tutti ad impegnarvi ed impegnarci anche noi come amministrazione comunale per creare la situazione giusta perché la ripartenza sia la più veloce possibile e che abbia un riscontro migliore anche dal punto di vista di ritorno di visitatori e turisti. Vi ringrazio tutti per la vostra testimonianza, sperando che non sia vana perché per noi è una fonte principale e molto sentita”.