Progetto fusione comuni Montepulciano e Torrita di Siena : i due sindaci scrivono al Consiglio Regionale, “via alla fusione solo con la maggioranza di SI in entrambi i Comuni”.E’ quanto chiedono le Amministrazioni Comunali ma anche i due Comitati

Tenere conto della volontà espressa dai Comuni di Montepulciano e Torrita di Siena, attraverso il voto dei rispettivi Consigli Comunali e confermata dai Comitati locali, sia favorevole sia contrario, di procedere alla fusione soltanto in caso di raggiungimento della quota del 50% più uno dei voti favorevoli in ciascun Comune in occasione della consultazione referendaria prevista dalla legge regionale.E’ quanto i Sindaci Andrea Rossi (Montepulciano) e Giacomo Grazi (Torrita di Siena) hanno chiesto con una lettera inviata al Consiglio Regionale, dopo la consultazione tenutasi a Firenze il giorno precedente, prevista nell’iter della legge toscana sulle fusioni tra Comuni.Nella missiva, i due primi cittadini ribadiscono con forza quanto approvato dai Consigli Comunali e quanto affermato nel corso del percorso partecipativo previsto dal progetto di fusione che ha coinvolto le due comunità e cioè che si proceda alla fusione dei due Comuni soltanto in caso di raggiungimento, per entrambi i Comuni, del 50% più uno dei voti favorevoli alla fusione rispetto al quesito referendario. “In tal modo – scrivono -sarebbe pienamente rispettata la volontà popolare, come hanno confermato le richieste e le motivazioni portate dai Comitati per il Si e per il No alla fusione, ugualmente ascoltati dalla 1.a Commissione – Affari Istituzionali del Consiglio Regionale. Confidiamo nell’accoglimento della nostra richiesta e dunque in un pronunciamento favorevole del Consiglio Regionale – dichiarano Rossi e Grazi – che vorrebbe dire tenere conto della volontà espressa dai Consigli Comunali di Montepulciano e Torrita di Siena, pur nel pieno rispetto della legge toscana”.“E’ quanto abbiamo ribadito a Firenze nel corso dell’audizione del 28 giugno – proseguono i due Sindaci – pur essendo pienamente consapevoli che, in questa fase, ciò che viene discussa è proprio la norma con cui si indice il referendum; la Legge di Fusione vera e propria potrà essere affrontata solo dopo l’esito referendario. Siamo quindi assolutamente consapevoli del fatto che, pur non essendo questa la fase in cui è possibile fissare il principio dell’approvazione della fusione sancita dal 50% + 1 in ciascun Comune, il Consiglio però potrebbe pronunciarsi anticipatamente in questo senso. Ecco perché – affermano Rossi e Grazi – abbiamo scritto al Consiglio Regionale”. “Nel corso dell’audizione – sottolinea poi Rossi – abbiamo anche avuto modo di illustrare ai componenti della commissione la serie di incontri sul tema della fusione facenti parte del percorso di partecipazione avuti in circa 2 anni di attività con il mondo dell’associazionismo, con le Associazioni economiche di categoria del commercio, dell’agricoltura e dell’industria, e con quelle sindacali, in particolare con le sigle più rappresentative, comprese le rappresentanze dei pensionati; varie sono state anche le presenze nei mercati settimanali dei due comuni”.