Roma: interrogazione sen. Tiziana Nisini (Lega) a ministro Giustizia Alfonso Bonafede su situazione casa circondariale Santo Spirito di Siena e su carenza di risorse umane in servizio .”Mancherebbero – ha precisato -un commissario, 4 ispettori, 3 sovrintendenti e 5 agenti assistenti”

“Ho rivolto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede un’interrogazione urgente per sapere come intenda rimediare agli evidenti problemi che ad oggi sono presenti presso la casa circondariale di Santo Spirito a Siena e all’evidente carenza di risorse umane in servizio”, ad annuncialo la stessa senatrice della Lega e commissario provinciale di Siena, Tiziana Nisini. “Poco tempo fa durante una visita presso la casa circondariale – ha ricordato la senatrice- sono stata messa al corrente di questa angosciante situazione. Infatti, anche le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria senese hanno più volte manifestato sulla situazione di grave carenza di organico, dove l’ambiente lavorativo sta diventando incontrollabile, sia per il sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti gli agenti, sia per la carenza di organico in rapporto alla qualità e alla quantità dei servizi di polizia richiesti –  ha continuato la sen. Nisini -. La cosa ancora più grave è che a partire dal mese di febbraio 2020 ci sarà un ulteriore peggioramento, in quanto le 3 unità inviate come supporto dal carcere di San Gimignano torneranno in sede. Negli ultimi due anni si sono perse 8 unità di personale di Polizia penitenziaria (erano 45 nel 2017 e sono 37 nel 2020) a causa di un mancato completamento del turnover. Ad oggi – ha evidenziato la senatrice – mancherebbero ancora un commissario, 4 ispettori, 3 sovrintendenti e 5 agenti assistenti e l’età media degli operatori di Polizia penitenziaria nel carcere di Siena va progressivamente aumentando. Ci aspettiamo – in conclusione – che il Ministro possa rispondere nel più breve tempo possibile e dica come intenda rimediare all’evidente carenza di risorse umane e se ritenga urgente l’incremento del personale organico dell’istituto. Situazioni come questa sono analoghe nella maggior parte delle case circondariali italiane, il Ministro Bonafede non continui a fingere di non esserne a conoscenza”.