Roma: l’ultima strage di pecore a San Casciano dei Bagni ha avuto un’eco in Parlamento. Infatti è stata presentata dalla Lega una interrogazione (prima firmataria la sen. Tiziana Nisini) ai ministri delle politiche Bellanova e dell’ambiente Costa per sollecitare “l’adozione di specifici piani di monitoraggio e contenimento, anche tramite abbattimento,delle specie selvatiche,al fine di rendere la loro presenza compatibile con le attività umane, nel rispetto del mantenimento del giusto equilibrio dei rapporti tra fauna, uomo e ambiente circostante”
“L’adozione di specifici piani di monitoraggio e contenimento, anche tramite abbattimento,delle specie selvatiche,al fine di rendere la loro presenza compatibile con le attività umane, nel rispetto del mantenimento del giusto equilibrio dei rapporti tra fauna, uomo e ambiente circostante”: è quanto sollecitano alcuni senatori della Lega in una interrogazione (prima firmataria la sen. Tiziana Nisini e con lei anche l’ex ministro dell’agricoltura Gian Marco Centinaio)) presentata ai ministri delle politiche agricole Bellanova e dell’ambiente Costa dopo l’ultimo fatto avvenuto nei giorni scorsi a San Casciano dei Bagni (SI) dove c’è stata una vera e propria strage di pecore (sembra più di 100). “La predazione di un gregge nei pressi di San Casciano dei Bagni, probabilmente compiuta da lupi, è soltanto l’ultimo di una serie di episodi – si dice nell’interrogazione -che parlano di ingenti danni agli agricoltori e agli allevatori per gli attacchi ad opera di predatori e ungulati”. Inoltre nel documento si ricorda che “la specie lupo (Canis lupus) è tutelata dalla normativa nazionale in virtù della legge 11 febbraio 1992 n. 157 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio» e, a livello comunitario, dalla Direttiva 92/43/CEE (Habitat), recepita con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997 n. 357” e che “la direttiva 92/43/CEE, all’articolo 16, prevede che gli Stati membri possano richiedere una deroga per intervenire sulle popolazioni di animali selvatici in determinate circostanze, a condizione che sia mantenuto uno stato di conservazione soddisfacente di tali popolazioni”. I senatori del Carroccio, sollecitati da esponenti della Lega di San Casciano dei Bagni, hanno quindi fatto presente che “agricoltori e allevatori sono in stato di allarme, non riuscendo con le misure di vigilanza e protezione da loro adottate a contenere il fenomeno; per tale ragione chiedono un intervento da parte delle istituzioni”. Pertanto secondo la Lega “non è più rinviabile l’adozione di un piano di gestione della fauna selvatica che abbia l’obiettivo di rendere compatibile la presenza dei lupi e degli ungulati con le attività agricole esercitate dall’uomo, contemplando anche la possibilità di adottare le limitazioni necessarie a garantire la sicurezza delle persone, nelle campagne così come nei centri abitati”. Infine ai ministri chiedono se non ritengano “ di dover quanto prima adottare le necessarie iniziative di modifica della legge 11 febbraio 1992, n. 157”.









