San Gimignano:ex carcere ed ex convento San Domenico; la Giunta Comunale ha deciso di riattivare fino al 11 gennaio 2019 la gara pubblica europea di concessione per la selezione del miglior partner privato sulla base della proposta progettuale e gestionale e della solidità del piano finanziario d’investimento  

A distanza di sei anni dalla storica firma che sancì il trasferimento gratuito del Complesso dell’ex Convento ed ex Carcere di San Domenico a Comune di San Gimignano, Regione Toscana e Provincia di Siena, poi uscita dal progetto, si è chiusa la fase di studio, di diagnostica, di progettazione, di costruzione d’intese con Ministero, Regione, Demanio, Soprintendenza, raggiunte non senza fatica, per l’individuazione dello strumento giuridico migliore per raggiungere l’obiettivo di restaurare e mettere in sicurezza il Complesso e per dargli nuova vita al servizio della cultura e dell’identità sangimignanese e toscana, ma anche per creare economia ed occupazione. Al via una nuova procedura di gara pubblica europea di concessione, in continuazione con la precedente durante la quale si era manifestato un certo interesse da parte di alcuni soggetti poi non concretizzatosi in formali offerte, con la quale verrà selezionato il miglior partner privato sulla base sia della proposta progettuale e gestionale presentata, sia della solidità del piano finanziario d’investimento in base a quanto previsto dall’Art. 183 del Codice degli Appalti (Projet Financing). Il termine per la presentazione delle offerte è ora fissato per l’ 11/01/2019. La gara pubblica sarà pubblicata nei prossimi giorni nella Gazzetta Ufficiale Europea . Sulla base di quanto concordato con il Mibact, il Demanio, la Regione e la Soprintendenza, nel Progetto Preliminare, che costituisce la base della gara europea, è pianificato che il Complesso del San Domenico avrà spazi pubblici, (vicoli, piazzette, aree a verde, ecc.) di libera fruizione per cittadini e turisti, in ossequio al principio dell’“allargamento della Città” che il Comune ha sempre perseguito. Poi, nei quasi 6.000 mq di superficie utile coperta, è previsto che una porzione massima di un terzo dei fabbricati potrà ospitare una struttura ricettiva mentre negli altri due terzi di spazi sono previste sia attività culturali, quali musei e sale espositive, ambienti per conferenze e congressi, percorsi di valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico ed uno spazio-eventi per attività di spettacoli, sia attività riferite all’identità del nostro territorio con esperienze riferite al cibo, ai prodotti agroalimentari ed all’enogastronomia toscana, alla cura del corpo ed alle antiche tecniche di coltivazione delle colture per l’alimentazione. Il restauro e l’allestimento del Complesso, secondo le attività previste dall’accordo tra Enti e sulla base delle soluzioni progettuali elaborate dal Comune, è stimato in 22,3 milioni di euro con una tempistica di realizzazione di 4 anni. Secondo il Piano Economico Previsionale che affianca il Progetto Preliminare, il capitale investito, attraverso la gestione delle attività a rilevanza economica, potrà godere di un significativo tasso di remunerazione, con un ampio consolidamento del business grazie alla lunga durata della concessione, prevista in 70 anni ed all’inesistenza di un canone concessorio.