San Quirico d’Orcia:elezioni amministrative; intervista con il candidato sindaco Ugo Sani (Lista civica San Quirico in piazza),”chi ha avuto le maggiori responsabilità non ha saputo  governare la crescita in una prospettiva d’area della Val d’Orcia. Gli imprenditori privati hanno saputo interpretare bene l’onda montante del marchio Val d’Orcia. La parte politica, assolutamente no. Tanto è vero che, proprio nello stesso periodo in cui è stato ottenuto il riconoscimento Unesco, si è pensato bene di cacciare la parte privata dalla Valdorcia srl, quando invece si sarebbe dovuta rafforzare semmai quella presenza”

Di Gianmario Gori

Le prossime elezioni amministrative di San Quirico d’Orcia vedranno scendere in campo anche l’attuale assessore Ugo Sani a capo di una lista civica “San Quirico in piazza”  che ha così preso le distanze, anche in maniera polemica, con  la maggioranza di centrosinistra  guidata dal Pd e che ora vede sulla sedia più alta del comune il sindaco Valeria Agnelli. Abbiamo incontrato Ugo Sani e ne abbiamo parlato con lui.

D.Qual è la ragione che l’ha spinta a candidarti a Sindaco di San Quirico d’Orcia?

R.Credo che San Quirico stia attraversando un periodo di crescita economica legata a un turismo medio alto, dopo qualche battuta d’arresto legata alla crisi dell’edilizia dei primi anni duemila.L’esperienza sviluppata nei cinque anni di assessorato, mi ha insegnato quanto sia importante governare questa crescita anche in una prospettiva di area Val d’Orcia, che negli anni precedenti è stata completamente disattesa. Purtroppo chi ha governato avendo le maggiori responsabilità non è riuscito a valorizzare quanto di buono fatto a partire dagli anni Novanta, quando sembrò materializzarsi il sogno di una Val d’Orcia unita, capace di dar vita a progetti di area tali da rafforzare l’economia del territorio e la capacità di esercitare quelle buone pratiche che sole possono garantire la tutela reale, e non di pura immagine patinata, della valle. Io sono stato tra i fondatori del Parco della Val d’Orcia e credo, con la nostra lista SAN QUIRICO IN PIAZZA, di essere la persona giusta per riprendere quella buona strada tracciata all’epoca.

D.Eppure la Val d’Orcia in questi anni è cresciuta.

R.Certamente. Aver conseguito il riconoscimento Unesco è stato un traguardo importante. Ma l’assenza di progetti mette a repentaglio anche questo riconoscimento che, se venisse revocato, sarebbe un bel boomerang. La verità è che gli imprenditori privati hanno saputo interpretare bene l’onda montante del marchio Val d’Orcia. La parte politica, assolutamente no. Tanto è vero che, proprio nello stesso periodo in cui è stato ottenuto il riconoscimento Unesco, si è pensato bene di cacciare la parte privata dalla Valdorcia srl, quando invece si sarebbe dovuta rafforzare semmai quella presenza. Ora dovremo rapidamente attrezzarci in vista dei sei mesi sperimentali di Trenitalia con la fermata alla stazione di Chiusi. E non mi pare che tutti gli attuali amministratori abbiano dato il giusto peso alle opportunità, anche di lavoro per i nostri giovani, che verranno a crearsi per San Quirico e per la Val d’Orcia.

D.Parliamo di San Quirico. Quali sono le tue idee sul governo dei prossimi anni?

R.Innanzitutto mi preme sottolineare come io abbia dimostrato il mio fortissimo attaccamento al paese in cui sono nato e ho sempre vissuto, sia in veste di amministratore che di semplice cittadino. Non mi sono mai sottratto ai momenti di partecipazione alla vita paesana. Insieme a me ci sono persone che hanno lo stesso attaccamento per San Quirico, competenze provate, esperienze di governo del paese, e soprattutto un rapporto forte con la gente. Per quanto riguarda la mia idea della San Quirico futura, mi piace immaginare che San Quirico possa continuare ad essere un paese “straordinariamente normale”, come mi piace dire da sempre. La grande scommessa dei prossimi anni sarà, dal mio punto di vista, riuscire a sostenere un’economia fondata sul turismo e sul termalismo, conservando quello che San Quirico ha di diverso rispetto ai paesi vicini. Qui c’è una vita sociale e una vita associata che costituiscono la vera grande ricchezza del mio paese. Questo sarà possibile grazie all’associazionismo, alla presenza dei Quartieri come elemento di aggregazione, ma anche a una politica amministrativa che cerchi di tenere in piedi le esigenze degli operatori del settore turistico con quelle di un tessuto sociale che in altri paesi sta del tutto scomparendo. Qui la piazza e altri luoghi continuano ad essere vissuti come se un secolo fosse passato senza lasciare traccia. Qui, come ho fatto scrivere nei segnali all’ingresso del paese rivolti agli automobilisti, i bambini giocano ancora per strada. Può sembrare banale ma non lo è affatto e dovrà essere quello che ci distingue dagli altri e ci farà apprezzare dai molti visitatori che insieme alle bellezze artistiche e al nostro straordinario paesaggio si innamorano anche del nostro modo, un po’ fuori dal tempo, di vivere la vita del paese. Un paese che non deve essere degradato a puro mercato di prodotti tipici e, magari, anche di cose inutili come accade altrove.

D.Alcuni elementi chiave del programma?

R.La lista SAN QUIRICO IN PIAZZA pone al primo posto del programma la riduzione della distanza che attualmente separa il cittadino dall’amministrazione e da alcuni uffici. Proponiamo l’adozione di una App che metta il cittadino in diretta comunicazione con uffici e amministratori. Il cittadino sarà responsabile insieme agli amministratori di quello che accade. Segnalazioni agli uffici competenti di cose che non vanno, di rifiuti abbandonati in maniera impropria, contro ogni regolamento, questo ed altro renderà il cittadino un “politico attivo”, cioè un abitante della propria polis, collaboratore quotidiano del  “Palazzo”. Insieme a questo, si dovrà costruire un sistema informatizzato al quale ogni cittadino abbia accesso tramite il proprio codice fiscale,per aggiornarsi in tempo reale su tutto quello che concerne la propria posizione nei confronti del Comune.Inoltre è urgente operare una decisa revisione dell’assetto di alcuni uffici – a cominciare degli uffici tecnici – e contemporaneamente incrementare il numero degli operai assolutamente insufficiente a gestire giardini, cimiteri, strade a scapito della gestione del decoro urbano. A fine anni Novanta, quando ho lasciato il Comune da assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, avevamo 6 dipendenti esterni che garantivano la perfetta tenuta del paese. Quando sono rientrato cinque anni fa, ho trovato che il personale esterno era stato ridotto alla metà. Infine, insieme alla prosecuzione del lavoro fatto in questi anni sulla cultura che ha attirato grandi numeri di visitatori a San Quirico, si dovrà portare rapidamente a compimento lo stabilimento termale pubblico a Bagno Vignoni, i cui lavori hanno avuto inizio durante il mio assessorato, e che dovrà garantire alle famiglie di San Quirico e dintorni l’accesso a un termalismo ludico e terapeutico a costi sostenibili. L’acqua termale è un bene di tutti ed è giusto che tutti abbiano la possibilità di usufruirne.