Sarteano: Coronavirus; consigliere di opposizione Ugo Pansolli torna sul caso della Rsa trasformata in “Rsa/Covid” ,“di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno. Sarebbe stato preferibile – ha scritto – subire il paventato Commissariamento da parte dell’Asl Toscana Sud Est /Regione piuttosto che addivenire a un accordo di tal fatta, altamente lesivo per gli interessi di Sarteano che conta notoriamente sugli introiti del turismo”

Dal consigliere di opposizione di Sarteano Ugo Pansolli riceviamo e pubblichiamo

“Di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inbferno. Ed, in effetti, questo vecchio detto che, a prima vista, potrebbe sembrare contraddittorio, in quanto censura chi, pur animato dalle migliori intenzioni, riesce, o per un errore di valutazione o per imprudenza, imperizia o negligenza, o per tutti i fattori insieme, a cagionare guasti paragonabili a quelli che si riscontrano in un girone infernale, dimostra una grande saggezza, frutto di esperienza lavorativa e di vita vissuta, cui si contrappone l’improvvisazione, talvolta addirittura “ordinata” da referenti altolocati.Ma, per venire all’incandescente tema della RSA, che, ovviamente e giustamente, preoccupa, e preoccuperà per lungo tempo, l’intera Comunità sarteanese, ebbi, nei giorni scorsi ad affermare che – in considerazione dello stato dell’arte e delle dichiarazioni del Sindaco Landi che si è detto costretto a firmare, pena il commissariamento,  “l’intesa del 16 aprile 2020, alle ore 22,30, “a tanto autorizzato dalla Giunta Comunale come da documentazione in atti”, con la USL Toscana Sud Est, in persona del Direttore Generale – sarebbe stato preferibile subire il paventato Commissariamento piuttosto che addivenire a un accordo di tal fatta, altamente lesivo per gli interessi di Sarteano che conta notoriamente sugli introiti del turismo che, a parer mio, assumono per la Comunità un profilo addirittura vitale. Ora, come già evidenziato, al punto 1) dell’intesa, vale a dire di un vero e proprio patto stipulato fra Sarteano e la USL Toscana Sud Est, è dato leggere: “La Rsa/Ra ex Onpi ubicata in Comune di Sarteano, a far data dalla sottoscrizione del presente atto (16 aprile ndr) e per il tempo necessario alla gestione dell’emergenza sanitaria, come dichiarata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 31/01/2020, viene trasformata in struttura interamente dedicata all’accoglienza e alla cura degli ospiti positivi al COVID-19 provenienti dal territorio aziendale”, vale a dire province di Siena, Grosseto ed Arezzo” e, per quanto riguarda le prestazioni Sanitarie, al punto 4) dello stesso documento, in relazione al costo del personale comunale, “il costo economico relativo a detto personale sarà ripartito al 50% (!!) tra Comune e USL Sud Est”, mentre per il personale della Coop. Di Vittorio, “il costo di detto personale, fornito dal Comune di Sarteano (??), sarà interamente rimborsato (!!) al Comune “ che, dunque, anticipa i costi, “al Comune di Sarteano da parte della Usl Sud Est”.Questi i vantaggi ottenuti dal Sindaco Landi.  A fronte di questo “contratto” si contrapponeva lo spettro della vituperata ipotesi commissariale.Intanto rilevo che nella premessa dell’atto di “intesa”, neppure si è preteso che la USL sottoscrittrice apponesse una inequivocabile dichiarazione in forza della quale si attestava che non vi erano luoghi più adatti, opportuni, acconci, isolati e funzionali della RSA di Sarteano; RSA che sorge al centro del paese e che non aveva e non ha le caratteristiche, i macchinari, le attrezzature tecniche e quant’altro necessario per un centro dove assistere e ricoverare persone affette dal virus per le cure intermedie ( non dimentichiamo che la RSA sarteanese è il vecchio albergo Rosa Thea, riattato a RSA e, adesso, riattato a centro Covid-19).Già questa semplice dichiarazione avrebbe lasciato aperta la possibilità di un eventuale risarcimento per i danni materiali e di immagine che Sarteano subirà negli anni, quando emergeranno le macerie di questo improvvido accordo. Ma non basta.Ognuno può facilmente comprendere che – e voglio astenermi dal formulare considerazioni sul rischio di contagio, perché non ho le necessarie competenze e ognuno avrà il suo pensiero al riguardo –un conto è un atto negoziale, vale a dire un accordo che fonde in un documento unico la volontà delle due parti che sottoscrivono e che creano, così, una volontà unica e comune; un altro conto è un atto in cui una parte, vale a dire Sarteano, avesse subito passivamente la volontà della Regione/Usl. Quindi, non è possibile non comprendere che la parte che si assume la responsabilità di commissariare si sarebbe fatta carico delle conseguenze connesse al suo atto di imperio o atto ablatorio, come tecnicamente si definisce.In sostanza riesce assai difficile immaginare che, in ipotesi di esistenza di danni (a parer mio ovviamente conseguenti) sarà assai difficile che la Usl, o chi per essa, non invochi l’esistenza di una volontà comune per non essere chiamata a risarcirli.Non voglio dilungarmi, anche per non annoiare eventuali lettori e per omaggio alla sintesi, in tecnicismi quali la responsabilità precontrattuale ed extracontrattuale della Pubblica Amministrazione (Regione Toscana), ma mi riprometto, laddove occorresse, di farlo in seguito.Basti qui aggiungere che, ai fini del commissariamento, nel caso in cui questo si sostituisca all’Ente territoriale che svolga un servizio pubblico o di pubblica necessità e questo commissariamento provochi un grave pregiudizio alla collettività, nonché nell’ipotesi in cui dalla cessazione temporanea del servizio derivino gravi ripercussioni, anche di immagine, oltre che sull’occupazione, largamente intesa, tenuto conto delle dimensioni dell’Ente e delle condizioni economiche del territorio, orbene la Pubblica Amministrazione è tenuta ad un commisurato risarcimento.Ma di questo, posto in essere senza alcuna preventiva informazione all’Opposizione ed alla Comunità Sarteanese, avremo modo, a Dio piacendo, di dissertare in seguito”.