Siena: continuano le polemiche sullo spettacolo “Bibbiano e Gender” che domani 16 gennaio terrà Diego Fusaro al Santa Maria alla Scala. Il sindaco De Mossi in consiglio comunale rispondendo a una interrogazione del Pd ,” questa amministrazione è una amministrazione che consente a tutti di parlare. E’ finito il pensiero unico”

“Questa amministrazione è una amministrazione che consente a tutti di parlare. E’ finito il pensiero unico. Per troppo tempo c’è stato in questa città un pensiero unico declinato soltanto da chi aveva in quel momento  il potere in mano. Adesso siamo tornati davvero in un mondo dove ognuno può esprimere, purché non violi la legge, le proprie idee”. Così il sindaco di Siena Luigi De Mossi (foto) rispondendo a una interrogazione presentata dai consiglieri comunali del Pd Alessandro Masi, Luca Micheli, Giulia Periccioli e Bruno Valentini  sulla delibera di Giunta con la quale è stata decisa l’iniziativa in programma domani 16 gennaio nel Complesso Museale S. Maria della Scala. Secondo il capogruppo del Pd Masi tra i vari titoli che emergono a definire l’appuntamento c’è” ‘Bibbiano’ e ‘gender’ fortemente divisivi nell’opinione pubblica, anche su situazioni ancora in corso di inchiesta giudiziaria (come si legge nella stampa), e strumentalizzabili in chiave ideologica. L’azione del Comune, in quanto istituzione, deve sempre ispirarsi ai criteri di imparzialità per il buon andamento del bene comune e delle sue differenti sensibilità”. <<Questa è una interrogazione squisitamente politica – gi ha risposto il sindaco Luigi De Mossi – che non tiene conto di alcune circostanze. Il significato dell’iniziativa che può piacere o non piacere, che può essere condivisa o non condivisa,  è la libertà di espressione. Noi non abbiamo mai vietato alcuna presentazione o spettacolo. Mai, in nessuna circostanza e in nessuna occasione, perché crediamo che per troppo tempo siano state fatte troppe diversificazioni e troppe distinzioni. Tenete conto che il pensiero diverso in questa città, e ne parlo a ragion veduta, per il lavoro che ho svolto da difensore di molti, veniva spesso raggiunto da querele; con noi questo non succede. Con noi non è successo, e vi garantisco che casi da querela ci sono stati. Per esempio, e mi dispiace che non sia presente in aula il consigliere Piccini, la mia portavoce è stata definita da chi era nella squadra di “Per Siena” ‘Una tizia a 4 ruote che è riuscita a far credere agli stolti che questo sindaco sarebbe stato friendly. Vedete come è facile cadere dal lato opposto della barricata? Lo chiedo ai consiglieri di “Per Siena” e, ripeto, mi spiace che Piccini non sia in aula perché a me le cose piace dirle in faccia: voi avete avuto questo compagno di viaggio, davvero vi riconoscete in queste parole? Davvero queste parole sono adatte? In questo consiglio comunale devo dire che c’è un’educazione straordinaria. Di questo ne devo dare conto a tutti quanti. Non facciamo in modo che questa educazione non si trasferisca all’esterno di questa aula. Vi ricordo inoltre, che per evitare ogni tipo di polemica, un gruppo di cittadini si è autotassato per recuperare i 3mila euro del costo dello spettacolo di giovedì. La nostra delibera era un atto perfettamente legittimo e  adesso vedremo se questi soldi donati dai cittadini li spenderemo per questa iniziativa o per future iniziative, magari pensate anche insieme: maggioranza e opposizione.Ma attenzione però, il dire che non si possono affermare delle idee è una deriva pericolosa. E’ la deriva dell’odio che sta permeando questo Paese. Facciamo in modo che  almeno in questo Comune, questa cosa non succeda. Io mi scuso personalmente con la mia portavoce, me ne scuso io, come cittadino e sindaco di Siena per l’offesa che ha avuto. Per concludere vi dico: è discutibile quello che dicono Socci e Fusaro? Probabilmente lo è, come quasi tutte le cose che si dicono e che hanno un valore politico. Ma non facciamo diventare una corrida la nostra civiltà. La nostra civiltà, di cui parlo sempre anche nelle Contrade, è quella di dissentire su tutto, ma essere rispettosi gli uni degli altri. Facciamo in modo che questo rispetto e questa libertà, valore fondante della Repubblica e della nostra città che si respira anche in questa aula di consiglio, non venga sminuita per una questione soltanto politica>>. Replicando al sindaco il capogruppo del Pd Masi  ha fatto presente  che “la nostra interrogazione  non voleva essere politica, bensì sottolineare la portata divisiva dell’iniziativa, considerato il ruolo istituzionale del Comune, dall’altra, evidenziare l’incoerenza del contributo con il capitolo denominato “interventi a sostegno dei minori”, considerata, oltretutto, l’asserita natura culturale del sostegno del Comune a questo appuntamento. La risposta ricevuta, quindi, non soddisfa le necessità e lo spirito delle domande”.