Siena: MPS: Pd provinciale chiede di “rivedere tempi e modi dell’uscita pubblica” alla luce dell’emergenza Covid-19  e “un nuovo progetto centrato sul territorio”

Da Andrea Valenti , Segretario Provinciale del Partito Democratico di Siena e dall’Esecutivo Provinciale  del Pd, riceviamo e pubblichiamo

“Il ministero dell’ Economia e Finanza ha depositato le liste per la  composizione del nuovo CDA del Monte dei Paschi di Siena, da sottoporre all’ assemblea del prossimo 18 maggio. Non è nostra intenzione entrare negli assetti della futura governance della Banca, auguriamo loro un buon lavoro sperando che sia proficuo per la banca, per la città della quale porta il nome e per il suo territorio, oltre che per la tutela di risparmiatori e lavoratori.Pur non volendo interferire in scelte che non ci competono, che il Ministero ha fatto in assoluta autonomia, l’idea di un quasi totale ricambio e quindi di una netta non continuità di figure apicali e consiglio di amministrazione, che in questi anni hanno gestito una fase complessa in modo  soddisfacente lascia perplessi. Banca MPS, grazie anche all’ intervento pubblico e al Ministero a guida oggi di Roberto Gualtieri e , precedentemente, del Prof. Pier Carlo Padoan, che siamo orgogliosi di aver eletto nel nostro Collegio, ha ultimato con l’impegno di tutti i suoi dipendenti un complesso processo di ristrutturazione, apprezzato da rating positivi e dal mercato. Quello che vorremmo sottoporre all’ attenzione della nuova governance della Banca, oltre a tutti i temi che abbiamo in più riprese sollevato (mantenimento della Direzione della Banca MPS a Siena, salvaguardia e tutela dei posti di lavoro, integrità e identità della banca, nessun smantellamento ma al contrario un rafforzamento del rapporto banca – territorio) è la valutazione di una revisione del percorso intrapreso finora nella redazione del nuovo Piano Industriale. L’ultimo Piano di Ristrutturazione che prevede una uscita del ministero dalle quote di MPS al 31/12/2021, concordato con le autorità europee, ha garantito la stabilità della Banca e messo in sicurezza i correntisti.Ma questo piano nasce e si avvia alla conclusione in una fase nella quale l’ emergenza Covid 19 semplicemente non esisteva e non era prevedibile. A fronte di uno scenario mutato radicalmente, riteniamo che il percorso vada riletto e ridisegnato alla luce di questa emergenza. Nel primo trimestre 2020 Piazza Affari ha perso il 27,5%, bruciando guadagni di tre anni. Banche, titoli finanziari e industria sono i titoli che pagano nei primi tre mesi del 2020 il conto più pesante del coronavirus e gli analisti economici prevedono una fase di recessione complessa. Il fondo monetario Internazionale stima un calo del PIL italiano superiore al 9%. Ha senso, a fronte di questo scenario futuro, l’ uscita prevista del capitale pubblico da MPS che si attesta al 68,2%? Lo stato si troverebbe a vendere titoli al momento svalutati, la Banca subirebbe la mancanza della garanzia pubblica.Lo shock generale che ha colpito e colpirà l’economia italiana ha colpito e colpirà anche Mps. Occorre una nuova strategia di crescita sostenibile, che sia basato su  un nuovo piano di ristrutturazione che valorizzi gli asset della banca e del territorio.  In questo contesto, tempi e modi dell’ uscita del capitale pubblico dalla banca senese vanno evidentemente rivisti. Questa è la posizione che come Partito Democratico sosteniamo con forza rispetto al futuro di Banca MPS. Leggiamo anche richieste di azioni di responsabilità di Fondazione Monte dei Paschi nei confronti della Banca. Sarà la Fondazione a decidere quali atti intraprendere, alla luce dei procedimenti giudiziari in corso.  La politica ne stia fuori. Non ci interessano le prese di posizione ad effetto. Questo tema non è da tifoseria politica. La Fondazione decida in base ai presupposti di natura giuridica, nell’ esclusivo interesse della Fondazione e a salvaguardia del suo patrimonio. Al nuovo management chiediamo riposte sui punti che interessano non noi come Partito, ma un territorio che guarderà al vostro lavoro con attenzione e serietà. Il nuovo CDA ha una responsabilità che diventa ancora più cruciale a fronte della crisi economica che sicuramente dovremo affrontare durante e dopo la pandemia da Covd – 19, dovranno dimostrare con i fatti di esserne all’ altezza”.