Siena: per il 10 febbraio ,“Giorno del ricordo” sulle Foibe, un incontro alla biblioteca degli Intronati

In occasione del Giorno del ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004 “per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”, la Biblioteca Comunale degli Intronati sceglie di dare un suo personale contributo di conoscenza ad un importante quanto drammatico capitolo della storia del Paese. Proprio il 10 febbraio alle 17.30, infatti, nella Sala Storica di via della Sapienza 5, si terrà una conferenza, a ingresso gratuito, “Foibe e dintorni” con Elettra Paresi dell’Associazione esuli istriani coordinata dal presidente del CdA della Biblioteca Raffaele Ascheri.<<Un appuntamento che cercherà di dar vita – spiega lo stesso Ascheri – ad una ricostruzione a 360° della vicenda ricreando il contesto in cui è maturata.  Dai confini Italia-Slovenia e da quella secolare contesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori di nord-est, quelli dell’Adriatico orientale>>. Una disputa iniziata già con la fine della Prima Guerra Mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia venne delineato dalla cosiddetta ‘linea Wilson’.  Ma è durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale che iniziano a verificarsi gli episodi più violenti, nel momento in cui, l’8 settembre 1943 l’Italia firma l’armistizio con gli anglo-americani e i tedeschi assumono il controllo del nord della penisola istituendo un “governo fantoccio” guidato da Mussolini. <<Ed è proprio da qui – continua Ascheri – che ha inizio la nostra ricostruzione. Dal momento in cui, in Istria e in Dalmazia, i partigiani jugoslavi iniziano a rivendicare il possesso dei territori, torturando e gettando nelle foibe gli italiani. Culminando nella primavera del 1945, quando l’esercito jugoslavo guidato da Tito marciò verso i territori giuliani, occupando Trieste e l’Istria, e obbligando gli italiani ad abbandonare i propri luoghi. Molti furono i cittadini che vennero uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati>>. Tra loro anche la famiglia di Elettra Paresi. Ed è a lei che verrà dato il compito di raccontare la sua personale vicenda. Una testimonianza vera, un contributo importante per non dimenticare la parte più emotiva e profonda, di una ricostruzione storica così forte e vera.