Siena: Santo Patrono Sebastiano; Comandante Polizia Municipale Cosimo Tafuro ,”vorrei che questa giornata costituisse un momento di coesione che crei uno spunto riflessivo sulla possibilità di unire le nostre forze, operando in sinergia affinché l’esperienza e le conoscenze di ognuno possano diventare patrimonio a beneficio di tutti.

“Vorrei che questa giornata costituisse un momento di coesione che crei uno spunto riflessivo sulla possibilità di unire le nostre forze, operando in sinergia affinché l’esperienza e le conoscenze di ognuno possano diventare patrimonio a beneficio di tutti. E’ a voi, che va il più sentito pensiero di apprezzamento per l’instancabile opera dedicata alla sicurezza, alla legalità, alla pacifica convivenza dei cittadini di Siena e della sua Provincia”. Così il comandante della polizia municipale di Siena Cosimo Tafuro in occasione della ricorrenza del Santo Patrono Sebastiano  nel suo intervento all’interno della cripta della Basilica Cateriniana di San Domenico, che per il Corpo di Polizia Municipale rappresenta la Chiesa Parrocchiale.   “ Nella Ricorrenza di San Sebastiano Martire, Patrono delle donne e degli uomini delle Polizie Locali d’Italia, desidero rivolgere- ha aggiunto –  un pensiero sincero di riconoscenza e fraterna stima a tutti gli intervenuti.Esprimo onore e gratitudine per il prestigio di poter accogliere i rappresentanti delle Polizie Locali della Provincia, stretti tutti insieme all’interno di questa meravigliosa cripta. San Sebastiano è il nostro Patrono, faro ardente di testimonianza Cristiana e, per noi tutti, donne e uomini in uniforme, esempio delle più nobili virtù nella tutela della legalità e del rispetto della dignità umana nelle nostre comunità. Sebastiano – ha anche ricordato –  fu il comandante della prestigiosa prima  coorte pretoria, di stanza a  Roma  per la difesa dell’imperatore. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica imperiale.  Condannato a morte da Diocleziano per la sua appartenenza a Cristo, subì il martirio. Le frecce trafissero il corpo, ma non indebolirono la fede, tanto che, ancora vivo, si presentò nuovamente al cospetto dell’imperatore che ne ordinò la morte per flagellazione.La celebrazione di oggi, per chi vi parla, rappresenta la prima occasione  per incontrare i colleghi della Polizia Provinciale e delle Polizie Municipali dei comuni del territorio, con i quali condividiamo la vocazione ad essere vicini alle nostre comunità, il radicato sentimento di appartenenza, la condivisione di successi, ma anche di momenti difficili.  Ed in questo lungo periodo, durante il quale abbiamo forzatamente convissuto con quel mostro insidioso che è il Covid-19, ci siamo sentiti ancora più vicini ai nostri concittadini che hanno visto in noi un punto di riferimento tra tante insicurezze e in uno scenario di disagio a cui nessuno era preparato.  Spesso, anche solo una parola di conforto è stata decisiva per risolvere situazioni di criticità e prevenire rischi per la salute dei cittadini. Siamo stati, e siamo tutt’ora presenti sul territorio – ha sottolineato ancora – a garantire il rispetto delle norme per la tutela della salute di tutti, insieme alle Forze di Polizia dello Stato, con il coordinamento di S.E il Prefetto e del Sig. Questore” Infine ha rivolto un ringraziamento particolare a S.Em. Rev. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice per aver accolto “con paterno entusiasmo il nostro invito ed esserci stato accanto in questo giorno”, ed a P. Alfredo, Padre Spirituale del corpo di Polizia Municipale di Siena, per averci ospitato in questo luogo così ricco di storia e carico di spiritualità .