Sinalunga: in arrivo un milione di euro per adeguare l’argine del torrente Foenna all’altezza del raccordo Siena-Bettolle

Di Massimo Tavanti

Partecipata e animata assemblea pubblica a Sinalunga nel corso della quale è stato presentato il progetto per la riduzione del rischio idraulico . Un milione di euro per l’adeguamento dell’argine del Torrente Foenna, nel tratto compreso tra la direttrice stradale per Lucignano (SP 11b) e il Poggiolo, all’altezza del raccordo Siena-Bettolle, in un tratto lungo oltre un chilometro e mezzo il progetto principale. L’opera , come descritto dai tecnici regionali Radicchi e Conti, sarà attuata prossimamente dalla Regione Toscana a cui spetta la manutenzione del corso d’acqua più importante dell’area che più volte negli ultimi anni, a causa delle sue rotture arginali (l’ultima delle quali nell’autunno del 2012)  ha messo in ginocchio la zona produttiva del paese. Un intervento puntuale che dovrebbe completarsi entro l’estate 2019, finalizzato a limitare gli elementi di vulnerabilità, mediante una modifica della geometria dell’argine, capace di una piena di 130 mc/sec. con aumento della sezione di quasi 30 metri quadrati e l’aumento della larghezza in sommità fino a 5 metri per un rilevato di circa 45.000 metri cubi.Ma nel corso della assemblea è stato affrontato anche l’altra problematica, non meno importante, della criticità del reticolo secondario, che gestisce le cosiddette “ acque basse” che confluiscono nel fosso Casalpiano a valle di Sinalunga e che troppo spesso causano allagamenti ingiustificati, spesso in concomitanza con le cosiddette “bombe d’acqua” sempre più frequenti. E la proposta progettuale che sarà presentata prossimamente in Regione Toscana per i necessari finanziamenti da parte dell’Amministrazione Comunale, supportata dallo studio idraulico dei tecnici Massimiliano Rossi e Davide Giovannuzzi,   è quella di realizzare  le cosiddette “ vasche volano”, una sorta di depressioni del terreno a cielo aperto, impermeabilizzate, per stoccare le acque e allontanarle con sistemi di sollevamento in un secondo momento, una volta superata la criticità. Soluzione questa che ha comunque lasciato qualche perplessità nei presenti principalmente perché ancora non supportata dall’esatta ubicazione delle aree prescelte.