Sovicille: aeroporto di Ampugnano ;sindaco Gugliotti , “destinare i centottanta ettari ad altro utilizzo, più coerente con le direttrici che lo sviluppo deve assumere in questo territorio nel nostro tempo”

 

Dal sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti, riceviamo e pubblichiamo

“La recente sentenza del TAR Toscana che annulla la gara per l’affidamento in concessione della gestione dell’aeroporto di Siena Ampugnano, fondata sul presupposto della palese inattendibilità del Piano Economico e Finanziario presentato dalla Ditta aggiudicataria, riporta pesantemente alla ribalta il tema della valutazione sulla reale utilità dello scalo di Ampugnano e, soprattutto, della sua sostenibilità economico-finanziaria in relazione al quadro socio-economico-ambientale in cui si inserisce. Le perplessità di fondo, ancora irrisolte – probabilmente perché irresolubili – rimangono le stesse e l’esperienza di questi ultimi anni altro non ha fatto che alimentare alcuni dubbi. A cosa serve un aeroporto in questa zona? Cosa ha apportato di significativo e di concreto allo sviluppo del territorio? Come è possibile che possa sopravvivere un piccolo scalo come questo, data la forte limitazione del numero e della tipologia dei voli cui deve essere necessariamente sottoposto, a motivo della fragilità ambientale del contesto in cui è incastonato? Negli ultimi anni, praticamente nessuna ricaduta positiva ha generato la presenza dell’aeroporto sul sistema territoriale, e impossibile è comprendere come esso possa reggersi economicamente; a tal proposito, non può venire in soccorso l’ipotesi di trasformarsi nel ricettacolo dei voli in esubero di Firenze: l’idea è fuori scala e troppo rischiosa per il delicato equilibrio del territorio.  Siamo convinti che la strada sia altra: tornare a sollecitare la Regione perché richieda all’Agenzia Nazionale del Demanio il passaggio, senza vincoli, dell’area demaniale sulla quale insiste l’aeroporto di Ampugnano; avviare un confronto a tutto campo con la Regione stessa sugli obiettivi, prendendo in considerazione anche l’ipotesi di destinare i centottanta ettari ad altro utilizzo, più coerente con le direttrici che lo sviluppo deve assumere in questo territorio nel nostro tempo. Tale approccio sarebbe finalmente rispondente anche alle previsioni contenute nel Piano Nazionale degli Aeroporti, già in vigore da qualche anno, e contemplerebbe un più profondo e rispettoso coinvolgimento della comunità locale nelle progettualità relative ad un’area che ospita uno scalo ormai classificato “non di interesse nazionale”.