Toscana: approvata legge su apicoltura; assessore Remaschi, “una risposta alle esigenze dei 3.000 apicoltori toscani”

di Massimo Orlandi

“Una legge più adeguata ai tempi e al contesto normativo nazionale e in grado di rispondere alle nuove esigenze degli apicoltori”. L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi presenta così  la  legge approvata oggi dal Consiglio regionale che modifica la normativa del 2009 ridefinendo le norme per  per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura.”La Toscana – aggiunge l’assessore – è una regione ad alta vocazione per l’apicoltura, con i suoi oltre tremila apicoltori, e gli oltre 90mila alveari: la regione, anche con questa norma, vuol essere attenta e vicina alle loro esigenze, specie in un periodo delicato come quello attuale: i cambiamenti climatici, basti pensare alla siccità del 2017, hanno infatti forte ripercussione sulle produzioni”.La legge modifica e la legge regionale 27 aprile 2009, n. 21 (Norme per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura) al fine di recepire nell’ordinamento regionale le recenti novità in materia di apicoltura, introdotte a livello legislativo nazionale. La modifica riguarda le procedure amministrative per l’inizio e lo svolgimento dell’attività di apicoltura aggiornando l’ordinamento regionale alle disposizioni operative e gestionali della banca dati apistica nazionale.Inoltre, al fine di garantire la corretta applicazione delle diverse procedure amministrative relative allo svolgimento dell’attività apistica viene introdotto un parametro oggettivo per delimitare l’ambito dell’attività svolta per autoconsumo, prevedendo il limite massimo di 10 arnie.Infine la legge si occupa di salvaguardare la tenuta del patrimonio apistico sul quale un impatto negativo è  dovuto anche all’utilizzo di prodotti fitosanitari in agricoltura, prodotti risultati nocivi per le api e gli  insetti pronubi; la legge rivede dunque la norma relativa al divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari che possano essere dannosi nei periodi di fioritura.

La Toscana e l’apicoltura
La Toscana è regione ad alta vocazione per l’apicoltura, infatti sulla base delle dati dell’anagrafe apistica nazionale,  risultano 3.050 apicoltori che hanno dichiarato, nel periodo novembre-dicembre del censimento 2017, complessivamente,  93.524 alveari, mentre gli apicoltori registrati all’anagrafe apistica nella regione Toscana ammontano complessivamente a 47.321.Gli alveari presenti nel territorio toscano, secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Miele2, per il 59% sono alveari nomadi, per il 21 % sono alveari stanziali, e per il 20%  sono alveari per autoconsumo.
Tra le province toscane, Lucca, con il 18 % degli alveari, risulta la provincia con la maggior concentrazione, seguita da Firenze (16%) ed Arezzo (13%), ma  l’attività apistica è diffusa su tutto il territorio regionale.
La produzione di miele nel 2017 è stata stimata in circa 1.137 tonnellate di miele, pari all’8% della produzione nazionale.