Toscana: body shaming ; approvata dall’aula regionale mozione consigliere regionale- Marco Casucci (Noi Moderati),“abbiamo impegnato la Regione a incrementare una campagna di sensibilizzazione per contrastare il body shaming. Il body shaming è una pratica discriminatoria che si riferisce al giudizio, alla derisione o al disprezzo di qualcuno per il suo corpo, la sua forma fisica e può verificarsi online, sui social media, nelle scuole, sul posto di lavoro o anche in famiglia.”
Incrementare campagne regionali di sensibilizzazione sul tema del body shaming, favorire, in collaborazione con esperti, psicologi e associazioni, l’organizzazione di incontri, workshop e percorsi educativi, valutare la costituzione di servizi di ascolto, sportelli di supporto e orientamento psicologico. Lo prevede la mozione, del consigliere di Noi Moderati Marco Casucci, approvata dal Consiglio regionale, con emendamento del Pd. “Il body shaming è una pratica dannosa e discriminatoria che si riferisce al giudizio, alla derisione o al disprezzo di qualcuno per il suo corpo, la sua forma fisica o il suo aspetto esteriore e può verificarsi online, sui social media, nelle scuole, sul posto di lavoro o anche in famiglia – sottolinea Casucci -. In Italia, il body shaming non è configurato come reato specifico, tuttavia, può assumere rilevanza penale se si concretizza in condotte già tipizzate dal codice penale quali diffamazione, ingiuria, minaccia, stalking e violenza privata. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20251/2022 ha stabilito che le offese gratuite e cattive integrano il reato di diffamazione, perché la pubblicazione sui social può raggiungere diverse persone. E’ in discussione in Parlamento una proposta di legge diretta a prevedere, per il 16 maggio di ogni anno, l’istituzione della Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone – ricorda Casucci -. Le campagne dovranno servire a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del body shaming e sulla necessità di contrastarlo; fornire informazioni sulle conseguenze che questa problematica crea sulla salute fisica e psicologica delle persone che ne sono vittima; promuovere l’accettazione del proprio corpo e il rispetto di quello degli altri; promuovere un uso consapevole del linguaggio e delle tecnologie digitali.









