Toscana: consigliere regionale Petrucci (Fdi) scrive a presidente Giani, “con la zona gialla riaprire immediatamente gli impianti di risalita”

“Signor Governatore, stante il fatto che il Governo nazionale, rispetto al primo lockdown di marzo, ha deciso di adottare differenti criteri per la gestione dei provvedimenti e delle misure restrittive, differenziandoli da Regione a Regione, attraverso la creazione di “differenti colorazioni” (zone gialle, arancioni e rosse), non si capisce il motivo per cui tale metodo non venga applicato agli impianti di risalita”. Inizia così la lettera aperta che il Consigliere regionale Diego Petrucci (Fdi) ha indirizzato al Governatore Giani per chiedere la riapertura della montagna toscana.“Mentre per tutte le altre attività si applica la politica di differenziazione tra regioni a seconda della diversa colorazione assegnata dal Governo, per gli impianti di risalita non è prevista l’applicazione di tale condivisibile principio. La Toscana è da alcuni giorni passata in zona gialla, il passaggio è significativo, in quanto certifica una riduzione del contagio che ha consentito la riapertura di molte attività, e non si spiega, pertanto, per quale motivo non si sia ancora permessa la riapertura degli impianti di risalita. Perché il Governo nazionale non applica la politica dei colori anche agli impianti di risalita?” si chiede Petrucci.“Se condivide questa mia riflessione, chieda al Governo nazionale di permettere la riapertura degli impianti di risalita nella nostra Regione, coerentemente con il metodo della differenziazione da regione a regione e conseguentemente alla colorazione gialla della Toscana -esorta il consigliere di Fratelli d’Italia– Le chiedo, altrettanto, nel caso in cui tale richiesta non fosse presa in considerazione, di farsi promotore di un provvedimento regionale da difendere, eventualmente, anche davanti al Tar”.“Non si comprende per quale motivo si può salire sul treno, sull’autobus, sulla tramvia e non su una seggiovia o su uno skilift. In questo modo, si crea una discriminazione, non motivata da nessun criterio scientifico, e nel frattempo la montagna rischia di morire! -sottolinea Petrucci– L’inverno e le piste da sci sono una fondamentale risorsa economica per gli abitanti dei comuni montani. La montagna deve essere riaperta, è indispensabile per la sua sopravvivenza. Intorno agli impianti di risalita ruota un indotto di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, da una parte, non hanno accesso ai ristori previsti dal Governo e, dall’altra, non hanno ulteriori possibilità di occupazione: per intere famiglie il lavoro stagionale rappresenta l’unica possibilità di continuare a vivere in montagna!”.