Toscana: Coronavirus e agricoltura, capogruppo regionale FI Marchetti ,«Se la Regione sburocratizza oggi  significa che avrebbe potuto farlo anche prima e non ha voluto. Grave»

«Meglio tardi che mai, anche perché con l’annuncio di velocizzare l’erogazione di liquidità agli agricoltori la Regione accoglie un appello sia nostro che dell’economia rurale. Sottolineo però che se oggi si sburocratizza, significa che proprio come noi abbiamo sempre evidenziato lo si sarebbe potuto fare anche prima. La Regione non ha voluto e questo è grave, perché si sono mantenuti imbuti non necessari se non a tenere il settore sotto il giogo del controllo politico»: così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che proprio nei giorni scorsi era intervenuto per invocare l’abbattimento immediato delle burocrazie regionali che frenano il flusso di risorse, e in particolare di fondi europei, verso agricoltori e allevatori.  «In questi anni i nostri giovani sensibili al richiamo della terra si sono visti scivolare di tra le dita i fondi Ue per via delle lentezze procedurali con cui la Regione esamina e istruisce le pratiche – ricorda – mentre allevatori e agricoltori hanno dovuto faticare per veder riconosciuti i propri diritti che rimangono impigliati nelle maglie di mille burocrazie. Lo abbiamo sempre lamentato, sollecitando una sburocratizzazione spinta per questo come per altri settori. Evidentemente non stavamo chiedendo l’impossibile, se oggi la Regione annuncia in grande spolvero di aver provveduto con Artea a velocizzare le procedure. Ancor più grave, perché significa che sin qui si è scientemente negato al settore l’ossigeno che chiedeva».«Oggi che l’agroalimentare si dimostra più che mai settore strategico e primario – sottolinea Marchetti – il nodo di quei no viene al pettine con prepotenza. Dopo la sanità che ci cura, le filiere rurali che ci nutrono vanno salvaguardate e anzi incentivate senza se e senza ma. Bene dunque che la Regione sia tornata sui suoi passi rispetto a lungaggini che ne hanno sin qui frenato lo sviluppo e la modernizzazione. Non scusiamo il ritardo».