Toscana: crisi latte ovi-caprino; Cia Siena, con il protocollo di filiera siglato  con Regione Toscana «più futuro per il pecorino senese»

Positivo è stato giudicato dal presidente di Cia Siena Valentino Berni  il protocollo di filiera del latte fra la Regione Toscana e le associazioni agricole e di prodotto, per ‘governare’ il prezzo del latte fra la produzione ed il mondo allevatoriale, e quello della trasformazione. «Un accordo positivo per il comparto ovino nella nostra regione che dovrebbe garantire un futuro al pecorino Senese. Per quanto concerne il protocollo che Cia Toscana ha sottoscritto oggi – ha sottolineato Valentino Berni – è necessario garantire l’impegno dei trasformatori a ritirare tutta la produzione toscana ed a non abbassare il prezzo di acquisto del latte rispetto al 2018. Sviluppare quindi la progettualità di filiera per remunerare adeguatamente il latte alla stalla e per valorizzare l’intera produzione casearia derivante con latte toscano (anche i formaggi freschi). Inoltre – aggiunge Berni – implementare il disciplinare di produzione del Pecorino Dop Toscano ricomprendendo anche i formaggi non stagionati».La Cia Siena è solidale con la protesta dei pastori sardi, e teme, come già avvenuto in passato, ripercussioni sul comporto ovino in provincia di Siena ed in Toscana. E’ urgente per questo la costituzione del tavolo di filiera e immediata convocazione affinché vengano coordinati gli interventi delle Regioni ed individuati quelli da adottare dal Ministero e Governo. Preoccupazione e vicinanza per la crisi del prezzo del latte in Sardegna. Le aziende agropastorali sono il pilastro dell’agricoltura sarda, ma i pastori non possono continuare a produrre senza reddito adeguato: così si mette a rischio l’economia di tutta la regione. I prezzi pagati ai produttori (50-60 centesimi al litro) rischiano di creare forti disinvestimenti sul territorio e causare l’abbandono degli allevamenti in molte zone rurali, con rilevanti danni, anche al tessuto sociale.E’ necessario che il confronto negoziale sia aperto a tutti i soggetti interessati per arrivare a interventi immediati di ristoro per gli allevatori e, soprattutto, a un piano di settore che preveda misure condivise per migliorare le condizioni di produzione, con una nuova articolazione e differenziazione degli sbocchi di mercato. «Forte preoccupazione delle ripercussioni che la situazione potrà avere nelle altre due regioni italiane, Toscana e Lazio, dove la zootecnia ovicaprina è uno dei settori trainanti dell’economia locale. In questo momento – conclude Berni – è necessario agire con serietà e concretezza per individuare soluzioni efficaci, avviando un confronto sulle strategie di lungo periodo per il comparto lattiero-caseario».