Toscana: esame norme su sicurezza e polizie locali; capogruppo regionale FI Marchetti  annuncia voto contrario ,«provvedimento leggero.Servono misure più incisive per contrastare le paure reali e percepite». La legge regionale bocciata anche da FdI con Paolo Marcheschi

“No a un provvedimento su sicurezza e polizie locali troppo leggero, a fronte poi delle risorse consistenti investite, rispetto al bisogno di sicurezza del territorio»: è in sostanza questo il senso dell’intervento con cui il Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana Maurizio Marchetti ha dichiarato il voto contrario del suo gruppo alla proposta di legge Norme in materia di sicurezza urbana integrata e polizia locale.«Questo approccio non mi convince. Sulla sicurezza urbana servono misure più incisive, e invece questo atto è troppo leggero. La videosorveglianza, ad esempio, aiuta certo. Ma la sua efficacia interviene a posteriori, nella fase investigativa. C’è invece bisogno – ha argomentato Marchetti – di una maggiore presenza della polizia locale, anche attraverso sistemi integrati, anche includendo il privato. Perché no? Il pubblico non riesce, in questo come in altri casi, a dare le risposte necessarie. Non si deve quindi avere pregiudizio verso forme di collaborazione col privato che agevolino il raggiungimento dell’obiettivo: assicurare maggior sicurezza ai territori e alle popolazioni. Accade per la sanità, a nostro avviso in misura ancora scarsa ma insomma: è una via da praticare. Capisco l’importanza di trasmettere la cultura contro il degrado ma francamente, anche viste le risorse impiegate, ci pare un po’ pochino. La politica poteva a pari risorse infondere un impulso maggiore, migliore, più incisivo. In questo senso, il provvedimento è un’occasione perduta. Per questo voteremo contro». Anche il consigliere regionale di FdI Paolo Marcheschi ha bocciato la legge regionale sulla sicurezza. “Ci aspettavamo molto di più – ha detto -visto che l’emergenza sicurezza riguarda anche le città toscane. Bene la videosorveglianza, ma il controllo del territorio non può essere affidato al solo “occhio elettronico”. Nella legge non si fa cenno a nuove dotazioni per le polizie locali, non è stato recepito ad esempio l’utilizzo del taser già sperimentato anche a Firenze. Soprattutto, non si prendono in considerazione i presidi territoriali, non c’è il poliziotto di quartiere, non si prendono in considerazione presidi fissi in piazze o strade a rischio. Eppure dalla classifica del Sole24 ore emerge che nelle città toscane i reati sono in aumento. Sarebbe stato opportuno mettere risorse speciali dedicate a Firenze ed alle sue “zone rosse”, così come indicate dal prefetto. In vari quartieri del capoluogo toscano negozianti e cittadini sono costretti a raccolte firme per chiedere interventi a sindaco e forze dell’ordine contro furti e rapine. Quando al Viminale c’era Salvini erano quotidiane le richieste di invio di nuovi agenti, adesso sembra che tali richieste non siano più una priorità”.