Toscana : falsi vini Sassicaia; Confagricoltura ,”frode che poteva svilire il vino toscano”. Coldiretti, “tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa”

 

 ”Una frode che avrebbe potuto danneggiare e svilire l’immagine del vino toscano. Ringraziamo la Guardia di Finanza che ha permesso di sgominare un’organizzazione che agiva a livello internazionale al fine di  falsificare e commercializzare il vino doc Bolgheri Sassicaia, un’eccellenza dell’enologia non solo italiana, ma mondiale”. Così Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana, commenta l’importante indagine che ha portato alla scoperta del traffico illecito di bottiglie contraffatte. “Le frodi che riguardano le eccellenza dell’agroalimentare toscano purtroppo sono molto comuni, soprattutto su prodotti di valore che hanno una fama mondiale e la cui imitazione è conveniente per le organizzazioni criminali. Un fenomeno diffuso ovunque, in Europa e fuori – conclude Colpizzi –  Nonostante i vari Consorzi dei vini toscani si adoperino con sempre maggiore impegno nell’attività di vigilanza e tutela delle proprie denominazioni,  l’attuale quadro normativo internazionale non consente oggi una integrale difesa delle produzioni locali dagli episodi di plagio o contraffazione”. Per la Coldiretti Toscana “serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino italiano a raggiungere il record storico nelle esportazioni per un valore stimato in 6,4 miliardi nel 2019 ma che ora soffre le pressioni determinate dall’emergenza Covid. Apprezzamento quindi per l’operazione quella della Guardia di Finanza che ha bloccato una truffa internazionale per la vendita di falso Sassicaia fatto con vino adulterato con sostanze vietate dai disciplinari, come lo zucchero di barbabietola, e messo in bottiglie dalla Turchia con etichette stampate in Bulgaria per riprodurre i loghi del celebre prodotto Made in Italy. Non può essere messo a rischio – aggiunge la  Coldiretti Toscana – il patrimonio di credibilità costruito nel tempo dal vino Made in Italy che oggi nonostante il coronavirus è ancora la principale voce dell’export agroalimentare nazionale anche se le vendite di bottiglie italiane nel mondo sono in calo del 3,4% nel primo semestre 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per la pandemia che si aggiunge alle tensioni commerciali internazionali. Le frodi –  conclude  Coldiretti Toscana –  mettono a rischio un motore economico che genera oltre 10,6 miliardi di fatturato e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. Con una produzione di 47,2 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il ruolo di leader mondiale davanti alla Francia – conclude Coldiretti Toscana – la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola”.