Toscana : Fase 2; Consiglio regionale ;capogruppo  FI Marchetti , «serve coraggio in sicurezza.Tuscany Bond e mano al portafoglio o sarà ‘Fase2: la tragedia’». Marchetti ha anche affrontato il tema delle mascherine proponendo di mettere distributori automatici nei presidi per evitare le file

 

«Tuscany Bond, liquidità, erogazioni… serve il coraggio di ripartire in sicurezza, e la Regione deve mettere mano al portafoglio scandagliando il bilancio per salvare lavoro e impresa»: questa la sollecitazione chiave su cui il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti ha incardinato il proprio intervento in aula a seguito della comunicazione dell’assessore regionale Vittorio Bugli sulla crisi economica innescata dall’emergenza coronavirus covid-19.«Ho sentito che qui si ringrazia la maggioranza di governo nazionale e locale per questo e per quello. Io non mi sento di ringraziare proprio nessuno e penso che tutti ascoltiate quel che ascolto quotidianamente io, ovvero – sottolinea Marchetti – che la situazione è drammatica. Io oggi dalla relazione della Regione mi aspettavo qualcosa in più. C’è da riaprire. Bisogna avere coraggio. D’altro canto è chiaro che bisogna avere sicurezza. Serve dunque un quadro generale della situazione. Ma vogliamo veramente dare il via a un’azione di screening reale, non solo annunciata, così da avere una mappatura il più possibile veritiera che ci consenta di programmare il futuro. Attraverso una lente opaca, altrimenti, si vede male».Marchetti ha poi toccato nervi scoperti delle economie: «Cassa integrazione? Ad oggi la ha ricevuta il 15% circa degli aventi diritto. Se il datore di lavoro può la anticipa, e intanto affonda a sua volta di più. Finanziamenti all’impresa: si è lasciato il cerino in mano alle banche che non stanno ricevendo le garanzie annunciate e sbandierate né dal governo né da Sace. Viene raccontato attraverso i telegiornali che in 24 ore fior di contributi si sbloccano mandando un’email da casa e non è vero niente. Non è vero niente! Si invoca “un atto d’amore”? Ma dico: stiamo scherzando? In un quadro del genere io da questa maggioranza regionale che è parte della maggioranza di governo mi aspettavo che mettesse mano al portafoglio. Francamente non l’ho visto. Qui non si tratta di spostare scadenze che poi comunque arriveranno, ma di provvedimenti pesanti con ricadute di gran sollievo sul territorio».Ci sono poi settori che Marchetti individua come più in sofferenza di altri: «Penso all’edilizia – enumera – che era in crisi già prima, figuriamoci ora. E che si fa? Il 14 aprile con delibera 480 si vanno a sommare burocrazie su burocrazie quando già ieri c’era bisogno di snellire e disboscare le procedure. Ovvio che gli atti regionali non vanno nella direzione necessaria. Turismo: idem. Con fatica abbiamo ottenuto il permesso per i balneari di andare a far manutenzione nei loro stabilimenti. Ma non penserete mica che basti così eh? Serve lo scatto».Marchetti avanza le sue proposte: «Variamo dei Tuscany Bond, sblocchiamo la liquidità, troviamo un sistema. Serve il coraggio di mettere mano al bilancio e sbloccare denaro. Le persone sono disperate, non hanno di che fare la spesa. Settimane di annunci e non arriva nulla. Basta! Altrimenti il film sarà ‘Fase2: la tragedia’. E le file che oggi vediamo davanti alle farmacie per tentare di ottenere le famose mascherine che si dice spettino di diritto e non si trovano, domani le vedremo davanti ai tribunali per i fallimenti».Marchetti ha anche affrontato il tema delle cosiddette “mascherine fantasma” proponendo di mettere “distributori automatici nei presidi.Basta code davanti alle farmacie: per distribuire le mascherine alla popolazione si installino distributori automatici a cui accedere inserendo la tessera sanitaria. Mi è insopportabile vedere i cittadini costretti a pellegrinaggi col cappello in mano davanti alle farmacie per ottenere ciò che gli spetta, per di più con gran vanto della Regione – ha aggiunto Marchetti.-. Si è avviata la distribuzione nei supermercati, ed è stato fatto il solito pasticcio tanto che si è dovuti tornare indietro. Ora la distribuzione è delegata alle sole farmacie. Ma vedere queste file davanti alle farmacie, spesso senza esito… troviamo un altro sistema: un distributore automatico per le mascherine a cui accedere con la tessera sanitaria. Inseriamo la funzione nei totem già presenti nei presidi Asl, per esempio… mica dico ovunque, pensiamo a una soluzione nei luoghi pubblici. Ma eliminiamo questo pellegrinaggio di persone che si sottopongono a code interminabili e spesso vane per chiedere la loro mascherina, quella che gli viene detto che a loro spetta. Così non può andare avanti. E invece il bisogno di mascherine andrà avanti».