Toscana: geotermia; presidente Enrico Rossi, “E’ un attacco alla Toscana, il governo ci convochi domani altrimenti sarà mobilitazione”

di Chiara Bini

“Chiediamo di essere convocati dal governo domani perché venga modificato subito il decreto che ha cancellato la geotermia dalle energie rinnovabili. Se non sarà fatto, ci mobiliteremo unitariamente. Ci mobiliteremo contro un attacco del governo del cambiamento in peggio, che ha deciso di deindustrializzare un intero territorio per un pugno di voti”.L’appello forte e sonoro ė stato lanciato stamani dal presidente Enrico Rossi arrivato insieme all’assessore Federica Fratoni a Larderello, il cuore dell’area della geotermia tradizionale, per chiedere la mobilitazione del territorio e di tutti i parlamentari toscani perché la Regione Toscana sia convocata in tempi brevissimi a Roma e nel decreto sugli incentivi alle rinnovabili sia reinserita subito la geotermia che “una manina – ha detto Rossi- con un tratto di penna ha cancellato mettendo su un binario morto 17 comuni dell’area geotermica dove questa risorsa dà lavoro a oltre 3000 persone”.”Contro le direttive di Kyoto e contro le direttive europee, per questo governo la geotermia non è rinnovabile, come i vaccini fanno male. Non abbiamo tempo da perdere – ha detto Rossi – Prima che vada in consiglio dei ministri, questo decreto deve essere cambiato”. Quindi Rossi è passato a illustrare il lavoro fatto durante le ultime due legislature e come questo decreto faccia saltare tutti i progetti che la Regione ha costruito nel tempo, con una legge e un protocollo di intesa con Enel pronto con il quale si va a ridurre fino al 98 per cento delle emissioni di polvere e andiamo a catturare la CO2 che emette l’energia geotermica e che adesso importiamo dalla Romania”.”Quando viene catturata – ha spiegato il presidente – la CO2 ha molti utilizzi, non ultimo nei processi del settore alimentare. Abbiamo molte idee che possiamo raccontare al Governo per sviluppare qua, in Toscana, l’economia circolare prevista dai regolamenti europei. Per questo motivo vogliamo chiedere la tutela di questa risorsa e la sua valorizzazione riconoscendo incentivi al pari delle altre rinnovabili, affinché si possa garantire la sostenibilità degli investimenti e consentire alla Toscana di regolarne lo sviluppo in termini di tutela ambientale e di valorizzazione di territori che da sempre convivono con questa fonte. Sentiamo questa cancellazione – ha concluso Rossi – come una dichiarazione di guerra al territorio e alla Toscana e non lo possiamo accettare”.