Toscana: presentato annuario Arpat. Assessore  Fratoni, “l’economia circolare è la sfida più grande, ma ci vuole coraggio”

di Chiara Bini

Si chiama economia circolare la grande sfida della Toscana: ci vogliono molto lavoro e grande coraggio ma è una sfida possibile e necessaria, capace di far diventare questa regione punto di riferimento in Italia. L’assessore all’ambiente Federica Fratoni ha colto l’occasione della presentazione dell’annuario Arpat 2018 che si è svolta stamani in sala Pegaso dei Palazzo Strozzi Sacrati per tornare su uno dei temi in questo momento più caldi delle politiche ambientali regionali.”La Toscana – ha detto Fratoni – sta lavorando su più fronti per migliorare lo stato dell’ambiente, cito la predisposizione del piano di qualità dell’aria, recentemente approvato, il piano di tutela delle acque, gli accordi di programma sulla balneazione e depurazione, l’attuazione di quelli sulla bonifica dei siti inquinati come a Massa e Carrara, e poi la grande sfida dell’economia circolare, una grande prova per tutti perché per realizzare quella circolarità volta al recupero di materia, ci vuole innanzitutto l’impiantistica ma anche una normativa chiara che consenta la chiusura completa dei cicli produttivi. Per questo siamo chiamati tutti al coraggio di aprire a quell’innovazione in grado di rendere praticabile tutto questo”.Fratoni ha poi sottolineato l’importanza dell’annuario Arpat “Un grande contributo alla trasparenza – ha precisato l’assessore – e alla partecipazione e un’opportunità che viene offerta ai portatori di interesse, ma anche ai cittadini tutti, di conoscere e acquisire la piena consapevolezza sullo stato di salute dell’ambiente in cui vivono grazie a dati accessibili, una caratteristica questa su cui Arpat ha lavorato molto”. C’è un rapporto profondo di collaborazione con l’Agenzia per l’ambiente, ha voluto sottolineare Fratoni ricordando che Arpat non è solo l’organismo deputato al controllo, ma è il punto di riferimento tecnico e scientifico della Regione, e dovendo quest’ultima occuparsi non solo di questioni macro ma anche delle singole autorizzazioni alle imprese, lo scambio e la collaborazione con Arpat è essenziale.”Agenzie come le Arpa – ha quindi detto – non possono soggiacere ai limiti imposti per gli enti locali in materia di personale e vincoli alla spesa, ma devono godere di un’autonomia organizzativa che permetta di non tradire il senso per il quale esistono e per il quale lavorano. Per questo, come Regione, sfrutteremo tutti i margini che la legge ci consente per garantire ad Arpat un assetto adeguato. Siamo impegnati nella riscrittura della legge che regola l’agenzia sulla base della nuova normativa nazionale, la 132, e in legge vogliamo anche consolidare l’aspetto di collaborazione di Arpat nei confronti della Regione e dei soggetti pubblici come i gestori dei servizi.E’ l’unico e vero modo per fa crescere il sistema toscano che pone grande attenzione all’ambiente e, certamente potendo e desiderando fare sempre meglio, vuole mettere in campo le sue risorse migliori”.