Val di Paglia: progetto centrale geotermica della società Sorgenia; Rete “Nogesi” chiede rinvio riunione 26 Febbraio della Conferenza dei Servizi interna alla Regione per “esprimersi sulla compatibilità ambientale del progetto per dar luogo ad un confronto tecnico scientifico con la partecipazione dei Servizi regionali preposti, allo scopo di chiarire non in quindici insufficienti minuti le problematiche esposte a cui è necessario dare esaustive risposte prima di pronunciarsi su un progetto controverso e contradditorio”.

Dalla Rete nazionale “Nogesi”(No Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante), riceviamo e pubblichiamo parte di un lungo comunicato dedicato al contraddittorio indetto dalla Regione Toscana sul nuovo progetto presentato dalla Soc. Sorgenia Le Cascinelle a r.l. per una centrale geotermica in Val di Paglia

“Pur con la ristrettezza dei tempi messi a disposizione dei partecipanti e lasciando sempre al Proponente l’ultima parola, il confronto- dice tra l’altro la nota -. ha consentito di evidenziare tutte le criticità della progetto proposto che ha già attenuto nuovamente un parere negativo da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Archeologici di Siena, giustificando il nervosismo manifestato dalla curatrice del Progetto di paesaggio, la Prof. Cristina Imbroglini che, pur facendo parte di una istituzione pubblica come l’Università La Sapienza di Roma, si è alacremente impegnata in un’iniziativa di carattere totalmente privatistico ed in contrasto con le aspettative, mai indagate dal proponente, di un vasto territorio in cui si pretende di installare una centrale geotermica tutta da sperimentare”. Per la Rete NoGESI (No Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante), Beatrice Pammolli ha affrontato “i vari motivi di contrasto del progetto con la normativa regionale; con la procedura di approvazione delle Aree Non Idonee all’installazione degli impianti geotermici anche in riferimento all’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri della legge che ne dichiarava l’immediata esecutività e l’applicazione anche ai procedimenti in corso; con la recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato l’impianto binario di Torre Alfina. Andrea Borgia ha ancora una volta evidenziato le interferenze della geotermia con le falde acquifere del Monte Amiata, dimostrate dagli andamenti delle quote rilevate dai piezometri presenti in vari punti del vulcano, chiedendo le ragioni per cui tali evidenze non sono prese in adeguata considerazione negli studi del Proponente, ma nemmeno nei pareri rilasciati dagli uffici regionali che, pur facendo qualche sporadico cenno alla drammaticità della situazione, evitano di proporre le drastiche decisioni di cui ci sarebbe bisogno. Fabio Landi ha illustrato in maniera puntuale lo stato di salute delle popolazioni amiatine risultante sia dalle indagini epidemiologiche concluse, sia da quelle avviate ed ancora in corso, attestanti la presenza di patologie correlabili anche alle emissioni delle centrali geotermiche, con la premessa che anche il pieno rispetto dei limiti di emissione di ciascuna sostanza può non essere sufficiente ad assicurare la salubrità dell’ambiente.Infine Velio Arezzini ha messo in luce l’intento speculativo sotteso all’intervento proposto da Sorgenia, la cui sostenibilità economica è legata soltanto alla concessione degli incentivi statali di cui godono questi impianti, estremamente costosi e poco efficienti; ha chiesto inoltre di sapere a quale titolo la Società ha sponsorizzato il progetto del polo scolastico di Abbadia, per una somma di 250.000 euro, e quali ricadute si aspetta da questa elargizione, non ricevendo peraltro alcuna risposta”.”A questo proposito – continua la nota diffusa- non possiamo che rimarcare il fatto che costantemente gli Uffici regionali che si interessano di paesaggio esprimano pareri favorevoli, lasciando alle sole Soprintendenze l’onere della verifica di coerenza con le disposizioni del PIT che nella maggior parte dei casi si risolve in senso negativo. Forse dobbiamo supporre che ciò derivi da una scarsa conoscenza del territorio oppure dall’adesione acritica ad indirizzi politici che prevedono in Amiata la formazione di un secondo polo geotermico, non rendendosi conto che questo territorio ha ben altre vocazioni e caratteristiche rispetto all’area storica e l’imposizione di un cosiddetto “paesaggio della geotermia” rappresenta un completo stravolgimento del contesto ambientale, mentre per il proponente dovrebbe addirittura attirare nuove forme di inimmaginabile turismo. Per il prossimo 26 Febbraio è convocata la Conferenza dei Servizi interna alla Regione per esprimersi sulla compatibilità ambientale del progetto: alla luce di quanto emerso nel contraddittorio, la Rete NoGESI chiede che venga disposto un rinvio di tale scadenza per dar luogo ad un confronto tecnico scientifico con la partecipazione dei Servizi regionali preposti, allo scopo di chiarire non in quindici insufficienti minuti le problematiche esposte a cui è necessario dare esaustive risposte prima di pronunciarsi su un progetto controverso e contradditorio”.