Vivo d’Orcia:  Museo dell’Acqua e uffici di AdF insieme nelle ex scuole medie da riqualificare dopo 17 anni di chiusura.

Di Giulia Benocci

Il gruppo AdF e l’Amministrazione comunale di Castiglione d’Orcia hanno presentato nella “Casa del Popolo” del Vivo d’Orcia il nuovo progetto di riqualificazione delle ex scuole medie, per la realizzazione del Museo dell’Acqua e dei nuovi uffici della sede amiatina del gestore idrico, caratterizzati da un assetto altamente tecnologico. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato, oltre al padrone di casa il Sindaco Claudio Galletti, il Presidente di AdF Roberto Renai; l’Amministratore Delegato Piero Ferrari; il Responsabile dello Sviluppo Infrastrutture Sergio Rossi . “ E’ un progetto molto importante per il Comune e per tutta la comunità. Io sei anni fa sono diventato Sindaco di questa comunità e tanti mi domandavano a gran voce di chiedere ad AdF se nelle ex scuole medie, chiuse da quasi 17 anni, si potessero insediare alcuni uffici del nostro soggetto gestore idrico – ha ricordato il Sindaco Galletti – . Noi abbiamo in approvazione un progetto di riqualificazione con l’indicazione di un percorso preciso all’interno del paese che ci porterà alla ‘Casina dell’Acqua’, alle ex scuole dove ci saranno il Museo e gli uffici e i sentieri verso la sorgente che già quest’anno è stata ampiamente valorizzata. Credo sia un progetto che valorizza la nostra risorsa più importante ed in prospettiva di crescita l’enfatizzazione di un turismo naturalistico e sostenibile con al centro la risorsa idrica e penso sia quanto di più auspicabile ci si poteva aspettare”.L’area interessata alla riqualificazione, con un investimento di 380 mila Euro di cui 230 mila per i lavori di ristrutturazione e ben 100 mila Euro investiti in tecnologia, è una parte dell’ex scuola: circa 250 metri quadri di superficie di cui 107 metri quadri utilizzati per il Museo. La parte museale sarà divisa dallo spazio dedicato agli uffici ed offriranno ai cittadini una considerevole novità, lo sportello remoto,. L’azienda ha messo a punto una particolare postazione in cui i clienti che necessitano di effettuare delle operazioni, saranno assistiti direttamente dagli operatori di AdF in remoto in video comunicazione”. “Noi oggi stiamo mettendo insieme due aspetti fondamentali: il primo è la tradizione, perché queste sorgenti sono la forza di AdF e il secondo è l’innovazione – ha poi sottolineato l’Amministratore Delegato Piero Ferrari –  ; voi del Vivo siete un esperimento pilota, i primi e questo deve inorgoglirvi perché stiamo costruendo su questo territorio un’innovazione di alta tecnologia, un modello che dovrà servire a noi per capire se potrà funzionare. Si parla di sportello remoto : per noi sarà una grande sfida, AdF potrebbe essere una spinta per connettere un sistema di relazioni attraverso la tecnologia 5G. Noi non stiamo a guardare agli Euro spesi e agli investimenti, ma allo sviluppo del territorio”.Il Museo sarà strutturato in ambienti aperti, abbattendo le barriere architettonich , il percorso sarà didattico informativo e racconterà la storia dell’acqua del Vivo d’Orcia e la storia delle sorgenti dell’Amiata con foto, proiezioni di immagini e video ed esposizione di manufatti. L’obiettivo è valorizzare il distretto idrico del Vivo e la sorgente dell’Ermicciolo e sensibilizzare i visitatori ad un uso più consapevole dell’acqua.“Noi abbiamo fatto qualche mese fa la scommessa di provare a dire: proviamo insieme a costruire e rafforzare il concetto della qualità dell’acqua, che è il nostro obiettivo finale e far vedere a tutti la bellezza e la qualità assoluta dell’acqua che serviamo – ha concluso il Presidente di AdFRenai – . Devo ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questo lavoro straordinario, è un investimento e un’innovazione nel provare a costruire uno spazio adibito per la comunità, l’azienda e a tutta la parte di educazione ambientale e turistica di chi vorrà visitare questo territorio”.