La passione che unisce: Serena ed Elia raccontano il gruppo Sbandieratori e Musici di Sarteano

di Chiara Cacace
A Sarteano, il 15 agosto non è una data qualsiasi: è il giorno della Giostra del Saracino, la rievocazione storica che da secoli anima le vie del borgo, trasformandolo in un palcoscenico di storia, colori e tradizione. Tra i protagonisti indiscussi di questo evento c’è il Gruppo Sbandieratori e Musici della Giostra del Saracino, custodi di un’arte antica che scandisce ogni edizione con il battito dei tamburi e il volteggiare delle bandiere. In vista dell’appuntamento di quest’anno, abbiamo incontrato Serena, vicepresidente del gruppo, ed Elia, il presidente, per scoprire la storia, le emozioni e il lavoro che si nascondono dietro ogni esibizione. Serena ha iniziato a far parte del gruppo quando aveva appena sette anni: «Con mia sorella giocavamo al parco e nel giardino accanto vedevamo dei ragazzi con le bandiere. Incuriosite, abbiamo chiesto a nostra mamma se potessimo provare anche noi… e da allora non abbiamo più smesso», racconta con un sorriso. Oggi, dopo tanti anni di prove, sfide e spettacoli ricopre il ruolo di Vicepresidente. Elia, invece, è entrato nel gruppo nell’estate del 2009, spinto dalla passione per il tamburo e per la Giostra. «Da piccolo conoscevo a memoria tutte le marce e le suonavo con le mani ovunque capitasse. Entrare nel gruppo è stato naturale. Per me significa dare continuità alla rievocazione per cui sono nato e che amo profondamente. La Giostra è un orgoglio per il paese, qualcosa di prezioso che non tutti hanno». Oggi guida il gruppo come Presidente. Per entrambi, essere parte di questa realtà va oltre l’aspetto tecnico o lo spettacolo. «È una condivisione di passione e un’esperienza di crescita personale e sociale», spiega Serena. «È un luogo in cui si tengono vive le tradizioni e si rafforza il senso di appartenenza alla comunità, uno spazio educativo dove passione e divertimento si uniscono a impegno e dedizione». Il lavoro non si limita certo ai giorni della Giostra. Durante l’inverno, il gruppo si ritrova in palestra una volta a settimana, per poi aumentare la frequenza delle prove a ridosso dell’evento. Gli sbandieratori lavorano sulla precisione e la coordinazione, i tamburini sul ritmo e la compattezza del suono. Ma c’è anche un altro aspetto fondamentale: l’integrazione dei nuovi membri. «Il ricambio generazionale è essenziale – sottolinea Elia- Nel gruppo ci sono bambini di sette anni e adulti di cinquanta, tutti uniti dalla stessa passione». Oggi la formazione conta circa 20 tamburini e 23 sbandieratori. I nuovi ingressi avvengono soprattutto nel periodo invernale, quando si può dedicare più tempo all’apprendimento. Il valore di un gruppo come questo, in un paese come Sarteano, è enorme. «È parte integrante della Giostra e contribuisce alla vita delle contrade. Tutti si aiutano, creando una sintonia che va oltre i propri colori», racconta Elia. «È un luogo di aggregazione, un patrimonio culturale vivente», aggiunge Serena. Tra i ricordi più cari, Serena cita le esibizioni con la sorella gemella: «La complicità che avevamo e che abbiamo ancora oggi quando prendiamo in mano le bandiere mi emoziona sempre». Elia, invece, non dimentica la trasferta a Scarperia di una decina di anni fa, quando i tamburini vinsero il primo premio in una gara nazionale. Guardando al futuro, entrambi vedono grandi sfide. «Il gruppo deve restare attuale senza perdere il legame con la tradizione – dice Serena – e trasmettere ai più giovani amore, rispetto e dedizione». Elia aggiunge: «Mantenere viva la partecipazione è fondamentale, perché senza il gruppo verrebbe meno una parte importante della Giostra e quindi della comunità di Sarteano. La speranza è che le nuove generazioni possano portare avanti questa tradizione come è stato fatto con noi”










