A Pitigliano dal 18 luglio la mostra evento “Leoni, Sirene e Sfingi. Animali fantastici etruschi e dove trovarli”

In occasione delle Notti dell’Archeologia a Pitigliano, al Museo civico archeologico della Civiltà Etrusca “Enrico Pellegrini”, apre i battenti, domenica 18 luglio, alle 17 e 30, la mostra evento dal titolo “Leoni, Sirene e Sfingi. Animali fantastici etruschi e dove trovarli”. La mostra si snoda attraverso le principali città etrusche controllate da Vulci, poste lungo il corso del Fiora, tra le quali Pitigliano ed è dedicata alle particolari rappresentazioni animalistiche tanto in voga in epoca etrusca. Grazie a questo percorso tematico è possibile visitare ben tre parchi archeologici e quattro musei: il Parco Archeologico “Città del Tufo”; il Parco Archeologico “Antica Castro”; il Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci; i musei civici di Pitigliano, Ischia di Castro, Canino e Montalto di Castro. Un racconto bellissimo racconto di storie e monumenti che hanno caratterizzato la cultura di questa terra di frontiera posta sul confine tra Lazio e Toscana, rimasta ancora intatta dall’epoca etrusca. Soddisfazione è stata espressa dal Comune di Pitigliano: “Questa mostra evento è una importante occasione per il nostro comune – sottolinea Irene Lauretti, assessore alla Cultura – per celebrare il legame fra gli Etruschi e Pitigliano e farne sempre più un punto di forza nell’accoglienza di un turismo culturale e di qualità sul nostro territorio. Proponiamo un vero e proprio viaggio nelle città etrusche al confine tra Lazio e Toscana, sottolineando ancora una volta quanto siano belli e ricchi di storica questi territori.”.Dai “mostri” raffigurati sulle edicole delle tombe a camera di Sovana, tra i quali spiccano certamente le sirene ed i demoni alati, e quella di recente apertura al pubblico, detta dei Leoni ci si sposta nella vicina Pitigliano, dove, presso il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca “Enrico Pellegrini” è possibile vedere il Leone Alato, ultimo ritrovamento effettuato nella necropoli settentrionale di Vulci e per la prima volta esposto al pubblico dopo un restauro conservativo. In questa città, a partire dagli ultimi decenni del VII sec. a.C., si diffuse nelle necropoli l’uso di decorare i prospetti esterni delle tombe dei ceti gentilizi con statue in nenfro, raffiguranti per lo più animali reali o fantastici: leoni, pantere, arieti, cavalli, ippocampi e creature semi-umane, come le sfingi (metà donna, metà leone) o i centauri (metà uomo e metà cavallo), i cui modelli originari, stilistici e iconografici, erano di derivazione orientale e greca.  Al Museo di Pitigliano, la statua di nenfro, già nella rosa delle cinque scoperte archeologiche più importanti al Mondo candidate nel 2019 allo “Special Award” (Premio intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, barbaramente ucciso da un gruppo di jihadisti nel 2015), è accompagnata da una selezione di ceramiche etrusco-corinzie rinvenute nella necropoli di Poggio Buco, con soggetti iconografici che richiamano il mondo mitologico, gli animali fantastici e quelli reali tra i quali spiccano per numero le rappresentazioni di leoni e pantere. Altri pezzi di statuaria arcaica vulcente possono essere ammirati al Museo Civico Archeologico di Ischia di Castro e alla necropoli di Castro, al Museo della Ricerca Scientifica di Canino, a Vulci, dove è stato recentemente aperto un percorso attrezzato che consente anche a coloro che hanno difficoltà motorie di raggiungere facilmente l’importante sepolcro. Il giro si conclude a Montalto di Castro, dove sono visibili un nutrito gruppo di statue provenienti dalle necropoli vulcenti.