Arezzo: Alessandra Papini (Confartigianato), “proroga della moratoria. Per le piccole e medie imprese rischio di periodi di sorveglianza creditizia con difficoltà di accesso ai nuovi finanziamenti “

“Manifestare, per un imprenditore, la volontà di aderire alla nuova proroga della moratoria sul credito, voluta del Governo per sostenere soprattutto le piccole e medie imprese, può diventare un vero problema rispetto al futuro accesso dello stesso ai finanziamenti. Il rischio è latente, grave e subdolo insieme: per le piccole e medie imprese anche più attente c’è la nefasta possibilità di finire nella classificazione dei crediti nella categoria “Forbearance”, una classificazione che prevede lunghi periodi di sorveglianza. E questo dipende dalle policy e interpretazioni delle singole banche ed è pertanto spesso soggettiva”. E’ l’allarme che lancia Confartigianato Arezzo, con le preoccupate dichiarazioni della Segretario generale, Alessandra Papini, sui rischi che tutto questo potrebbe portare rispetto alla ripresa dell’economia che tutto il mondo imprenditoriale attende con l’attenuarsi della carica pandemica. “Trattandosi di una segnalazione interna al circuito bancario – spiega ancora Papini – l’imprenditore non ne può averne piena coscienza e si può trovare nella condizione di non poter accedere ad ulteriori finanziamenti se la banca lo inserisce appunto nella categoria Forbearance, che indica che l’impresa è in crisi di solvibilità. E il blocco dell’accesso al credito può durare  per un periodo variabile tra i due ed i tre anni presso l’istituto che lo ha classificato in questo stato”. Per questo, spiega ancora Papini: “Confartigianato, insieme all’ABI ed alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie dell’Accordo per il Credito 2019 riunite nel Tavolo Interassociativo, hanno sollecitato le istituzioni Europee, tra cui l’EBA, al fine di riattivare le flessibilità concesse alle banche europee in tema di moratorie all’inizio della crisi economica”.  “E’ incomprensibile che  – approfondisce il segretario generale  – se da una parte la banca deve utilizzare criteri prudenziali legati alle perdite attese, lo stesso non possa fare un imprenditore, che animato dalla volontà di mantenere i propri impegni, vuole evitare il rischio di segnalazioni di inadempienza ben più gravi e non solo: la prosecuzione della moratoria determinerà alle imprese di più alto standing un deterioramento del rating, per le altre la classificazione a forborne”.  E qui scende in campo proprio Confartigianato Arezzo: “I nostri esperti – rassicura  Papini –  possono però orientare le imprese artigiane su forme di rinegoziazione nella quali la presenza di periodi di adeguato preammortamento garantiscano, senza rischi, risultati analoghi alla proroga della moratoria senza incorrere negli incidenti che abbiamo descritto”.“Di fatto – va poi a monte del problema Stefano Peruzzi, responsabile dell’Area Credito di Confartigianato Arezzo – le numerose e complesse norme della vigilanza sulla concessione dei crediti rendono pericolosi per le imprese gli interventi e le misure adottate in periodi caratterizzati dalla straordinarietà come ad esempio la pandemia”.“Tali interventi – spiega  Peruzzi –  possono divenire addirittura anticiclici. Un po’ come è successo con le norme di Basilea 2 che si sono sovrapposte alla crisi finanziaria innescata da Lehman Brothers. Questi meccanismi agiscono sulle banche e per questo sfuggono alla consapevolezza degli imprenditori, anche quelli più preparati sui temi della finanza”. “E  su questo fronte ci sono problemi anche per gli Istituti bancari –  spiega ancora il rappresentante artigiano  – visto che questo meccanismo di ‘sorveglianza’ da parte delle banche comporta costi e impegni gravosi per il sistema creditizio che si ripercuoteranno inevitabilmente sui costi praticati alle imprese: la prosecuzione della moratoria pertanto va valutata accuratamente sulla base di reali esigenze e sempre un approfondito confronto con l’istituto di credito per capire le reali conseguenze. Meglio quindi essere seguiti, appunto, da consulenti esperti come quelli che Confartigianato Arezzo può mettere a disposizione delle imprese”.