Arezzo: Pronto soccorso San Donato; consigliera regionale  Casini (PD), «la misura della gestione dei codici minori affidata alle organizzazioni di volontariato sta funzionando. Garantisce il servizio pubblico e valorizza il terzo settore»

“A una settimana dall’avvio, la gestione dei codici minori affidata alle organizzazioni di volontariato al Pronto soccorso del San Donato sta funzionando senza problemi e con i primi effetti positivi sulla gestione dei tempi e sulla capacità del personale in organico di prendere in carico i casi di maggiore complessità. Un intervento nato per affrontare una necessità precisa e per garantire il servizio pubblico, sul quale non servono allarmismi”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico Roberta Casini sulla sperimentazione dell’Asl Toscana sud est all’ospedale San Donato di Arezzo. “Nessuna prestazione viene esternalizzata — sottolinea Casini — tutto si svolge nella struttura pubblica, e il triage, cioè la regia clinica e l’attribuzione dei codici di urgenza, resta in capo al servizio pubblico”.

“Parliamo di una risposta straordinaria e temporanea a una criticità strutturale, la carenza di infermieri e di medici, che non riguarda solo Arezzo ma tutto il Paese: a pesare è il sottofinanziamento del fondo sanitario nazionale e l’inerzia del Governo nel trovare soluzioni reali alla mancanza di personale, scaricando sui territori questa responsabilità. Regione e Azienda non sono rimaste ferme, ma hanno attivato tutte le leve organizzative per garantire la qualità delle cure e l’efficienza di un presidio pubblico fondamentale”. “La modalità scelta valorizza il terzo settore, che in Toscana è da decenni parte integrante del servizio sanitario pubblico — prosegue Casini — Non si tratta di soggetti estranei al sistema: ne sono un pilastro. Coinvolgere queste realtà significa scegliere collaborazione e condivisione con il terzo settore. Una scelta che, come emerso anche ieri durante l’iniziativa del PD e ribadito dalla segretaria Schlein, sarà proprio uno dei cardini della nuova sanità territoriale e delle Case della Comunità”. «Ad Arezzo, inoltre, i nuovi Punti di Intervento Rapido, operativi entro settembre, daranno risposta ai bisogni non urgenti che oggi gravano sul Pronto soccorso. La misura quindi resterà temporanea, ma il metodo, che tiene insieme qualità del servizio, carattere pubblico e valorizzazione del volontariato, è quello giusto», conclude Casini.