Castiglione d’Orcia: domani 26 luglio arriva ‘Fega e Fisa Festival’ a Campiglia d’Orcia  con fegatelli e fisarmoniche alla riscoperta della tradizione popolare locale

Si svolge domani sabato 26 luglio, a partire dalle 17, a Campiglia d’Orcia (frazione di Castiglione d’Orcia) la seconda edizione del Fega e Fisa Festival, l’evento promosso dal Rione Dentro, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Dal pomeriggio un ricco programma di eventi che gireranno intorno al tema di una tradizione locale che vuole riscoprire la festa lanciata nel lontano 1967 dalla Pro Loco.  Da una suggestione del Rione Dentro, uno dei tre rioni della Festa del Marrone di Campiglia d’Orcia, da sempre appassionato di cultura pop, e liberamente ispirato alla tradizione del Ferragosto campigliese che vedeva la sagra del fegatello accompagnato dalla gara di fisarmoniche, è un festival di riscoperta della tradizione popolare del paese.Lo scorso anno si è tenuta la prima edizione del festival sotto la direzione artistica di Francesco Pasqui ed Elena Salviucci.  Si parte alle ore 17 con l’incontro dal titolo “Alla ricerca del tempo perduto: storie di paesi e di fisarmoniche”. Un vero e proprio dialogo che vedrà tra gli animatori Elena Salviucci e Francesco Pasqui, direttori artistici del Fega&Fisa Festival; Antonio Cipriani, giornalista; Lisetta Luchini, cantante e cofondatrice del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane; Alessandro Moretti, fisarmonicista e Paolo Papalini, cantastorie e fisarmonicista. Alle 18,15 via alla Musica nell’aia, il momento musicale con Lisetta Luchini al canto, Alessandro Moretti alla fisarmonica e Marta Marini al mandolino. A seguire l’Aperitivo agricolo e l’apertura del bar del Dentro dove si intrecceranno le bevute di ieri con le bevute di oggi: vini, cocktail e bibite locali. Alle 19 la Cena popolare al ritmo di fisarmonica: qui il protagonista sarà la poesia del fegatello, una cena con piatti della tradizione popolare e proposte gourmet, con alternative per tutti i gusti.Durante la cena si alterneranno alla fisarmonica: Paolo Papalini, Giangio e Franco.

Una festa che vuole riscoprire antiche tradizioni che legavano la comunità

Un tempo la notte di Ferragosto venivano accesi fuochi in onore della Madonna sulla vetta dell’Amiata e sulle alture intorno, a Campiglia si bruciavano paglia e ginestre. Alla fine degli anni ‘60, quando, grazie al boom economico, non solo si rallentò il flusso dell’emigrazione, ma vari campigliesi emigrati negli anni precedenti presero l’abitudine di ritornare al paese per le ferie estive, si cominciò a pensare un evento che animasse l’estate. Infatti, nel 1967 venne organizzata dall’Associazione Pro Campiglia la prima edizione della Festa del Fegatello (o Giornata del Fegatello Campigliese). La festa si teneva nei pressi della Fonte Maggiore dove erano stati allestiti un campo da bocce e un chiosco che fungeva da bar all’aperto. Ben presto si aggiunsero altre iniziative come una gara di fisarmoniche e il ballo in piazza, mutarono modalità e denominazioni finché andrò tutto a confluire nel “Ferragosto Campigliese”.Ad accompagnare tutto però non mancavano mai i fegatelli, piatto della tradizione campigliese, e la fisarmonica, da sempre lo strumento popolare per eccellenza.