Cetona: il Premio Maccari riparte dal tema del viaggio; il 2 giugno incontro con la scrittrice Maria Pace Ottieri
Di Ludovica Fales
Per il terzo anno consecutivo, la Fondazione Balestrieri e l’Associazione Casa Bianchini Balestrieri, promuovono il Premio Maccari, patrocinato dal Comune di Cetona e da Valdichiana 2025, aprendo il bando di sceneggiatura per giovani autori. Il tema scelto per questa edizione è il viaggio, inteso non solo come spostamento fisico, ma anche come esplorazione interiore, sociale e culturale.Ad aprire la serie di appuntamenti “Aspettando il Premio Maccari”, sarà l’incontro con la scrittrice Maria Pace Ottieri, che si terrà il 2 giugno alle ore 11, nella suggestiva cornice della Chiesa della Santissima Annunziata. Un’occasione per riflettere sul senso profondo del viaggiare attraverso la voce di un’autrice che ha fatto del viaggio una chiave interpretativa del nostro tempo.Nell’opera di Ottieri, infatti, il viaggio non è mai solo geografico. È una traversata dei confini – fisici, morali, culturali – e un’immersione nei luoghi dell’alterità. I suoi libri si muovono lungo le linee di frattura della società, raccontando le storie di chi vive ai margini, di chi attraversa mari e confini in cerca di un futuro. Ne è un esempio il romanzo Quando sei nato non puoi più nasconderti (2003), nato da una lunga inchiesta giornalistica e ispirato a un fatto reale: l’incontro tra un adolescente italiano e un gruppo di migranti salvati in mare. Qui, il viaggio assume una dimensione drammatica e insieme profondamente umana: è rischio, speranza, perdita. Anche in opere come Stranieri (1997) e Raggiungere l’ultimo uomo (2008), Ottieri sceglie i luoghi-soglia della nostra società – centri di accoglienza, campi rom, carceri – trasformando il viaggio in un percorso di conoscenza dell’altro e di sé. La scrittura si fa così inchiesta esistenziale: sobria, partecipe, essenziale. Ottieri non giudica, osserva; non narra da lontano, ma cammina, ascolta, condivide. In Promettimi di non morire (2013) e in Chiusi dentro (2011), il viaggio diventa anche memoria e introspezione. Attraverso il legame con la sua città d’origine e il rapporto epistolare tra la madre e Carol Gaiser, Ottieri indaga i territori affettivi e generazionali, restituendo la complessità dei legami umani. Ogni libro è una tappa di un percorso coerente, in cui l’autrice cerca di restituire voce e dignità a chi viene dimenticato. Per Maria Pace Ottieri, il viaggio è un atto di conoscenza e un impegno civile. È il modo in cui abita il mondo e tenta di comprenderne le ferite. L’incontro del 2 giugno non è solo un evento letterario, ma un invito a mettersi in cammino – con la mente, con lo sguardo, con le parole.









