Chianciano : Terme, Comune e rilancio della cittadina termale; intervista con il capogruppo di Insieme per Chianciano Paolo Piccinelli

Di Massimo Montebove

Il presidente di Federterme Massimo Caputi, nonché prossimo, probabile azionista di maggioranza delle Terme di Chianciano, in una intervista a La Nazione di Siena chiede al Governo e alla Regione Toscana di intervenire sull’ultimo Dpcm per rilanciare le presenze nella cittadina termale perché, afferma, se è vero che le strutture sono aperte e gli alberghi pure, è vero anche che toscani e non toscani possono venire solo con prescrizioni mediche. Un’intervista che ha suscitato la reazione di Paolo Piccinelli, leader dell’opposizione e capogruppo in consiglio comunale della lista Insieme per Chianciano.

D. Piccinelli, che cosa pensa delle dichiarazioni di Caputi?
R.”Direi che l’intervista a quello che dovrebbe essere il prossimo gestore delle Terme non rassicura e poco aggiunge alla discussione su Chianciano. Anzi, se siamo a parlare del Dpcm come di un problema per le Terme, allora la strada sarà molto lunga”.

D.Si aspettava qualcosa di più?
R.”Ovviamente. Le Terme di Chianciano hanno bisogno di un progetto nuovo di sviluppo turistico che necessariamente riesca a far capire quanto ancora possono stare nel mercato in base a ciò che hanno da offrire e quanto ancora sono in grado di produrre presenze per il nostro sistema ricettivo. E rispetto a ciò mi aspettavo se non la presentazione di un piano industriale, almeno un’idea di massima. Le scelte del nostro sistema economico dovranno essere fatte in base al risultato di una proiezione che emergerà da tale progetto e dovrà però cambiare anche l’atteggiamento delle strutture ricettive nei confronti delle Terme”.

D.Che cosa vuol dire?
R.”Per tanti anni le Terme hanno prodotto presenze, tante e se si pensa che ogni struttura corrisponde alle agenzie o ai tour operator una percentuale sulle presenze, lo stesso dovrà succedere con l’azienda Terme. Facciamo un conto molto di massima: fino a 10 anni fa le Terme ribaltavano sul paese 500.000 presenze che, ad una media di 40 euro a testa, danno un fatturato di 20 milioni. Anche solo riconoscendogli il 5%, avremmo corrisposto all’azienda 1 milione all’anno e oggi non staremmo qui a parlare di un partner industriale”.

D.E’ quello che lei intendeva dire quando parlava di cambiamento culturale?
R.”Se stai precipitando e non sei pronto a fare qualcosa per salvarti, allora cadere al suolo è il minimo che possa accaderti”.

D.E i rapporti con l’Amministrazione dovrebbero cambiare?

R.”L’Amministrazione dovrebbe correggere da subito l’approccio con il paese, le scelte fatte fin qui non hanno prodotto alcun risultato ed oggi si deve ammettere l’errore provando a cambiare, ascoltando di più il paese e se possibile anche l’opposizione.Tutti convergono sulla necessità di una strategia turistica perché non si è stabilito ancora quale debba essere il motivo con il quale convinco gli utenti a trascorrere una vacanza a Chianciano, ovvero non si è ridefinito il prodotto. Il sindaco glissa rispondendoci che il prodotto è stato ridefinito 6 anni fa. E’ evidente che ha competenze in altre materie…”

 

D.Però perchè è stato critico nell’ultimo consiglio comunale sul bando che il Comune sta per preparare dove si parla di Promozione e di Prodotto Unico Termale?
R.”Glielo spiego. Stiamo per sprecare altri 350 mila euro e mi stupisce che 280.000 vengano dalla Regione che, essendo proprietaria dell’Immobiliare, sa bene a che punto siamo sulla vendita delle quote e sa bene che il potenziale vincitore del bando non potrà produrre niente di nuovo se prima non finirà il percorso e non sarà chiaro a tutti il piano programmatico e quello degli investimenti del nuovo gestore delle Terme”.

D.Concludendo, come sono i rapporti dell’opposizione con la maggioranza e l’Amministrazione? Non sarebbe opportuno collaborare di più per il bene comune?
R”Diciamo che non sono idilliaci, noi abbiamo mosso molte critiche sul lavoro svolto in questi anni e sui pochi frutti che il paese ha potuto raccogliere e le critiche a questa Amministrazione non piacciono. Ci siamo tuttavia proposti più volte anche attraverso un nostro ulteriore progetto che descrivesse in maniera più puntuale le idee del nostro programma, ma non siamo stati presi in considerazione. Ci sembra che stiano navigando a vista, ma speriamo di essere stupiti. Bene comune? Noi facciamo il possibile, ma per dialogare occorre essere in due”.