Chianciano: turismo; Marchetti (Fdi), “il turismo continua a crollare . Un primo semestre 2026 a -20,1% nelle presenze rende l’allarme ancora più serio. Non capiamo la strategia dell’amministrazione a guida Pd ma Federalberghi che fa oltre a raccogliere firme sui Cas e sui migranti?”

dal presidente del circolo di Fdi di Chianciano Andrea Marchetti riceviamo e pubblichiamo
“A Chianciano terme il turismo continua a crollare. I numeri del primo semestre 2026 non consentono più di rinviare la discussione.
Gli arrivi a Chianciano Terme sono stati 80.089, con un calo del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le presenze sono scese a 152.923, con una flessione del 20,1%. Rispetto al primo semestre 2024 abbiamo perso 30.736 arrivi e oltre 60 mila pernottamenti.
E purtroppo non rappresentano un episodio isolato. Avevamo già lanciato l’allarme alla chiusura del 2025: Chianciano Terme era passata dalle circa 487 mila presenze del 2023 alle 447.446 del 2025. Nel solo confronto 2024-2025 le presenze erano diminuite da 476.508 a 447.446, mentre nello stesso anno Montepulciano era salita da 391.822 a 404.804. Avevamo anche detto chiaramente che, continuando su questa strada, nel 2026 avremmo rischiato di scendere sotto la soglia delle 400 mila presenze e di essere superati per la prima volta anche da Montepulciano, perdendo così quello che resta di uno storico primato turistico all’interno della Valdichiana Senese. Non eravamo cattivi profeti. Era sufficiente leggere i numeri.
Naturalmente il dato definitivo del 2026 lo conosceremo soltanto alla fine dell’anno e nessuno può oggi darlo per acquisito. Ma un  primo semestre a -20,1% nelle presenze rende quell’allarme ancora più serio.
Di fronte a tutto questo continuiamo però a non comprendere quale sia la strategia turistica dell’Amministrazione a guida PD. Ci viene sostanzialmente chiesto di avere pazienza, di aspettare che i progetti annunciati producano i loro effetti. Ma dietro questi numeri ci sono alberghi, commercianti, lavoratori e famiglie che non possono vivere di attese.
E in questo quadro Federalberghi che fa? Interviene con un comunicato e una raccolta firme sui migranti e sui CAS.
Certo anche questo è un problema che va affrontato, ma facciamolo senza cercare scorciatoie.
Noi sul terzo CAS siamo stati chiari: una struttura nata nel contesto dell’emergenza legata alla guerra in Ucraina, una volta venuta meno quella specifica esigenza, non avrebbe dovuto essere semplicemente riconvertita in un nuovo centro di accoglienza. Su questo continuiamo a chiedere una scelta diversa.
Ma davvero vogliamo sostenere che la crisi turistica di Chianciano Terme dipenda dai migranti?
E proprio per questo una riflessione va fatta anche sul ruolo di Federalberghi. Negli anni, ogni tentativo di individuare un nuovo posizionamento turistico per Chianciano Terme — dallo sport alle famiglie, dagli eventi al congressuale, fino alla ricerca di nuovi segmenti di mercato — ha spesso incontrato critiche, perplessità o comunque difficoltà nel costruire una visione realmente condivisa.
Il confronto è legittimo, anzi necessario. Ma sorprende che oggi, davanti a numeri turistici così preoccupanti, non emerga con la stessa forza una richiesta di strategia, di risultati e di cambiamento.
Chianciano Terme ha bisogno immediatamente di una sistema turistico riconoscibile, con obiettivi, mercati, azioni, tempi e risultati misurabili.
All’Amministrazione chiediamo quindi un cambio di rotta immediato e soprattutto di spiegare alla città come intenda fermare questa emorragia di presenze. A Federalberghi chiediamo di assumere pienamente il ruolo che le compete nella costruzione di una nuova proposta turistica.
Perché se alla fine del 2026 Chianciano dovesse davvero scendere sotto le 400 mila presenze e perdere anche il primato turistico della Valdichiana Senese, non potremo dire che nessuno aveva visto arrivare il problema. Lo avevamo visto. Lo avevamo detto.”
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