Gioco, cosa fare contro la pirateria e l’illegalità?

Ci sono settori e ambiti dove i numeri e le statistiche parlano e non possono certo essere un qualcosa di opinabile.  Ed ecco che, quando si parla di gioco regolamentato, ci sono dati che meritano di essere analizzati e studiati, o anche solo semplicemente detti. D’altronde ci si sta riferendo a un mondo che ha un ruolo fondamentale nell’economia nazionale. 21 miliardi di euro, con un gettito per l’erario di oltre 11 miliardi di euro: questo quanto è stato raggiunto nel 2024. Ovviamente ci si sta riferendo a un sistema chiaro, definito, trasparente e che ha delle regole ben precise e delineate. Purtroppo, come troppo spesso accade, ci sta sempre quella che è l’altra faccia della medaglia. Fin troppo chiaro il riferimento a quello che è il gioco illegale.

Ma qual è la situazione in Italia? Interessante è stata la ricerca Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria”, realizzata dalla Luiss Business School per l’Associazione Gioco e Intrattenimento in Concessione. Giusto dunque entrare nello specifico e nel dettaglio.

Partendo sempre da quelli che sono i numeri, il gioco illegale inevitabilmente penalizza chi opera secondo le regole e anche lo Stato. Le stime parlano di cifre che oscillano tra 20 e 25 miliardi di euro di raccolta annua. A far riflettere però è anche una spesa complessiva che supera i 3 miliardi e una perdita erariale di circa due miliardi. Insomma, mentre c’è che si muove e chi gioca nell’alveo della legalità, utilizzando portali e strumenti di comparazione come Wincomparator, c’è, come già detto, un’altra faccia della medaglia, che, tra l’altro, nel periodo del lockdown, pare aver registrato una crescita esponenziale e non di poco conto.

Un aiuto però può senza dubbio arrivare dalla lotta alla pirateria audiovisiva, visto che, in Italia, una legge che è davvero moderna e avanzata. Ed è soprattutto per questo che, Federico Bagnoli Rossi, presidente della Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (Fapav), ha sottolineato in questa intervista analogie e somiglianze tra questa e il fenomeno delle scommesse illegali. D’altronde, in ambo i casi, l’obiettivo e il fine è quello di promuovere delle attività illecite, cercando di massimizzare i profitti e i guadagni.

Concentrandosi sulle sopracitate norme, questi ultimi hanno creato e dato vita a quello che oggi può essere definito un sistema ben oliato di controllo e di tutela. Non è un caso che gli Stati Uniti stiano valutando una legge contro la pirateria sul modello di quella italiana. Dunque, si può tranquillamente e serenamente dire che la collaborazione tra veri e propri colossi come cinema, tv e sport abbia portato a dei risultati concreti. La speranza di Bagnoli Rossi, ma, in generale di tutti gli operatori del settore, è che anche altri settori come quello del gioco legale, inizino ad attivarsi e a muoversi per avere finalmente degli strumenti di tutela efficaci e funzionanti. D’altronde il modello c’è e sta perfettamente dimostrando la sua validità e utilità.