Il chiusino Fabio Montebove nominato socio della prestigiosa Accademia Petrarca di Scienze, Lettere e Arti di Arezzo

Di Luca Matteoni

Il chiusino Fabio Montebove, 41 anni, è stato  nominato socio della prestigiosa Accademia Petrarca di Scienze, Lettere e Arti di Arezzo. Montebove da tempo si occupa di ricerca storica e ha pubblicato anche alcuni articoli di settore. La nomina a socio, proposta e votata dal direttivo dell’Accademia aretina, composto da docenti universitari e studiosi, suggella dunque un percorso portato avanti da tempo.

D – Montebove, possiamo dire che lei oggi è uno “storico” a tutti gli effetti.

R – “Uno studioso di storia, soprattutto. Lavoro ad Arezzo da molti anni e ad aprile ho conseguito anche la terza laurea magistrale in storia e filosofia. La tesi era incentrata sui rapporti tra Firenze e Arezzo nel periodo mediceo. Una delle soddisfazioni più grandi è stata quella di ricevere i complimenti direttamente dal rettore dell’Università di Siena, professor Francesco Frati, durante l’ultimo Graduation Day in Piazza del Campo”.

D – Come nasce questa sua passione per la storia?

R – “Mio padre, poliziotto, aveva fatto studi classici ed era un appassionato di storia. Il mio interesse è maturato certamente in ambito familiare, poi si è strutturato durante gli anni del liceo e dell’università. La seconda laurea magistrale che ho conseguito, quella in scienze internazionali, mi ha portato a conoscere e intervistare uno storico di prim’ordine come il professor Giordano Bruno Guerri, col quale anche oggi intrattengo un rapporto”.

D – Qual è il settore storico di interesse primario per lei?

R – “Certamente la storia locale e toscana sono un punto di riferimento per me. La frequentazione dell’Accademia Petrarca di Scienze, Lettere e Arti di Arezzo mi offre grossi stimoli, la possibilità di studiare e crescere con storici importanti, studiosi qualificati e docenti universitari”.

D – Lei è anche consigliere nazionale dell’Aidosp, l’Associazione Nazionale Dottori in Scienze Politiche. Di che cosa vi occupate?

R – “L’associazione è nata per la valorizzazione e l’ottimizzazione delle risorse umane, con particolare riferimento alla figura del dottore in scienze politiche, risorsa di alto profilo professionale con grandi potenzialità da esprimere, in termini di flessibilità e creatività, nell’ambito delle ingegnerie istituzionali sia pubbliche che private, sia esse nazionali che estere. La mia collaborazione, in particolare, è legata all’ambito formativo”.

D – Concludendo, quali sono i suoi progetti per il futuro?

R – “Intendo continuare a studiare e a crescere. Leggo molti libri di saggistica e attualità, partecipo a seminari e convegni, cerco di coniugare gli studi con gli impegni professionali e familiari. Non è facile, ma ho la fortuna di poter fare qualcosa che mi piace. Questo conta moltissimo”.