Il libro del mese di gennaio 2026: LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIAR BENE. Il più famoso libro di cucina rivisitato da cinque grandi cuochi (Gianfranco Bolognesi, Arrigo Cipriani, Gualtiero Marchesi, Fulvio Pierangelini, Gianfranco Vissani, a cura di Davide Paolini), di Pellegrino Artusi, Sperling & Kupfer Editori, 1995

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Di Francesca Andruzzi

Iniziamo l’anno 2026 con un omaggio alla cucina italiana: nel 2025 appena trascorso, è stata dichiarata, dall’UNESCO, Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il riconoscimento è stato forse tardivo ed è giunto nel momento in cui gli italiani incontrano serie difficoltà nell’acquisto di prodotti alimentari di qualità a causa dell’aumento dei prezzi e della crisi economica. Tuttavia, la gratificazione è grande e Pellegrino Artusi rappresenta certamente un valido e illustre esempio di chi ha considerato l’arte culinaria italiana come scienza. Il suo libro, edito nel 1891, è un classico e questa rivisitazione, del 1995, di Bolognesi, Cipriani, Marchesi, Pierangelini e Vissani, curata da Davide Paolini, è davvero interessante, utile e anche divertente. Oggi, siamo travolti dai video social pubblicati da cuochi e cuoche che affettano, spremono, sgusciano, impastano, infornano, friggono, con una velocità imposta dalla comunicazione tecnologica e che fa sembrare tutto semplice, troppo semplice. Così, spesso, dalla teoria dello smartphone alla pratica di casa nostra, la delusione diventa l’ingrediente principale. L’arte ha necessità di tempo, di lentezza, di pazienza e l’arte culinaria non fa eccezione. La qualità degli ingredienti ha un valore imprescindibile, ma anche cucinare con amore determina la differenza nella riuscita di un buon piatto. Lasciamoci allora coinvolgere da queste ricette su carta, ma con pazienza. Una virtù che dovremmo ritrovare non solo in cucina, ma anche nei rapporti umani che il buon cibo da sempre agevola.