Il personaggio del mese di gennaio 2022 :  l’umbra Sabrina Giuliacci  di Città della Pieve ,chef a domicilio . La pasta fresca fatta a mano è il suo “cavallo di battaglia”. Il suo sogno nel cassetto è un piccolo e intimo ristorante con pochi tavoli e un servizio molto curato

Di Monica Paglicci

Sabrina è una donna di bell’aspetto che trasmette subito le sue origini della bella Umbria e di Città della Pieve, una donna di sostanza legata ai valori della famiglia e alla passione per ciò che fa. Cresciuta cucinando insieme alla nonna, imparando l’arte delle sue specialità, i suoi ingredienti segreti e le tradizioni caserecce del territorio tosco umbro. La sua era una famiglia di artisti artigiani, il  padre aveva un tomaificio e il nonno era un ciabattino; insieme le hanno trasmesso l’amore e il valore per un lavoro creato dalle proprie mani. Seguendo la sua passione ha lavorato con i migliori  chef dei  ristoranti della zona e, dopo 15 anni , ha deciso di mettersi in proprio come Personal Chef. Ha frequentato vari corsi, al Cordon Bleu di Firenze e all’università dei gusti di Perugia; recentemente ha partecipato a un corso sui grandi lievitati con il grande professionista Oscar Pagani. Nella sua cucina non possono mancare prodotti locali e di stagione, prestando sempre la massima attenzione alla qualità delle materie prime.

D. Sabrina , partiamo dalle origini. Quando e com’è nato il tuo progetto di Chef a domicilio?

R .Il progetto è nato da circa 10 anni dopo 12 anni di esperienza in ristoranti della zona perché volevo una vita mia. Essere protagonista della mia storia. Perché con il ristorante ed i bambini piccoli sai quando entri a lavorare e non sai quando esci. Amo la mia cucina ma amo anche la mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato nelle mie scelte. La mia passione per la cucina nasce dalla cucina della mia nonna. Provengo da una famiglia di artigiani e quindi amo molto la manualità e pertanto amo  anche  creare. Farina e uova sono la mia passione. Con la nonna facevamo sempre la pasta in casa tutti i giorni, il tegame grande di sugo sopra la stufa, le cose genuine della cucina umbra. Ancora adesso la mia cucina è caratterizzata da una cucina tradizionale un po’ rivisitata.

D. Quindi si tratta di gastronomia a domicilio, un’idea chiaramente originale e innovativa. Come funziona?

R. Io ho iniziato questa attività  da sola collaborando con delle agenzie  turistiche internazionali che affittavano i Poderi o le ville a clientela selezionata soprattutto americana. Le prime ville nelle quali ho lavorato  sono state quelle di proprietà  della Famiglia Origo della Foce. E ho iniziato ad organizzare delle cooking class con passeggiata al mercato. Cosa vuol dire? Che insieme ai clienti andavamo al mercato a fare la spesa ed  in base ai prodotti che compravamo si decideva il menù e poi si rientrava in Villa e si cucinava tutti insieme. Anche adesso continuo con questa tipologia di servizio. Poi ho proseguito anche con l’attività di chef a domicilio.  Dove  vengo chiamata  direttamente dal cliente o tramite agenzia. Si stabilisce un menù ed io arrivo in villa a cucinare.

D. Quali sono le tue specialità?

R. La pasta fresca fatta a mano, soprattutto la pasta ripiena perché basta aprire il frigorifero o andare nell’orto e quello che trovi o ti offre la stagione ti aiuta a creare il piatto. Crei il rotello, i condimenti della pasta ed anche gli impasti . La pasta è il mio cavallo di battaglia. Durante i lockdown della pandemia, quando tutti gli impegni presi sono stati cancellati e mi sentivo abbattuta, ho passato intere giornate ad impastare. Metter le mani nella farina, nelle uova mi ha rilassato molto e mi ha aiutato a superare questi momenti un po’ tristi.

D. Cosa offri di diverso “ dal solito”

R. Quello che mi dicono i clienti è che riesco a trasmettere la vera passione per la cucina. So trasmettere , attraverso le mie espressioni e le cose che racconto, l’amore che ho per i piatti che creo.

D. Come immagini il tuo futuro come Chef a domicilio?

R. Io sono già arrivata e pienamente soddisfatta di quello che ho raggiunto. Sono cresciuta moltissimo in questi ultimi anni e c’è stata una vera trasformazione sulla creazione dei piatti. A volte, devo dire , mi sono sentita non proprio all’altezza delle aspettative dei miei clienti. Ma invece ho riscontrato sempre un gran successo. Mi sento realizzata.Il mio sogno nel cassetto? Un piccolo e intimo ristorante. Dove non lo so…Pochi tavoli, servizio molto curato, dove io la mattina vado al mercato trovo gli ingredienti e mi lascio ispirare dal momento e preparo i piatti del menu del giorno. Ora sono felice di quello che faccio, lavoro bene ed ho una mia vita. Ma si vedrà..mai dire mai.

D. Cosa ti piace del tuo lavoro?

R. Il conoscere sempre persone nuove e mettermi in gioco tutte le volte, perché è una continua sfida. Ogni cliente ha le sue richieste e ognuno vuole assaggiare piatti diversi innovativi.Non è mai lo stesso menù e devo dare sfogo alla mia creatività. Il mio menu è cucito a mano. Non a caso io sono anche una che ha fatto sartoria e che cuce a mano. La mia passione si divide  infatti tra cucire e cucinare.Mi viene richiesto  soprattutto dai clienti americani di organizzare delle “Cooking Class”. Spesso vengono accompagnati dall’autista che poi torna a riprenderli. Ma  loro non se vogliono più andare ,  chiedono di  aprire ancora un ultima bottiglia di vino e godersi  il panorama mozzafiato dal pergolato della mia casa tra una chiacchiera ed un tozzetto rigorosamente fatto da me.Per loro rappresenta un momento speciale. Un’esperienza di scambio di conoscenza e  di cultura che vale questo lavoro.

D. Qual è la richiesta più particolare mai ricevuta?

R. Una volta ad una cliente americana mi sono rifiutata di fare la pizza con ananas e prosciutto. Siamo in Italia e mangiamo le pizze italiane.

D. Siamo all’inizio di questo nuovo anno. Da cosa ti senti più ispirata?

R. Nel propormi sempre di più come Chef a domicilio. Sono promotrice di cene social-eating, per condividere un pasto con persone che non si conoscono e valorizzare i rapporti umani, soprattutto in un periodo come questo. Condividere i sapori è un’ esperienza che ci avvicina. Ho da poco terminato un corso con il famoso Oscar Pagani, lui è un guru della panificazione e di grandi lievitati. Mi ha arricchito molto sia a livello professionale che personale. E’ stato una bellissima esperienza che cercherò di trasmettere nelle mie prossime creazioni.

D. Un’idea di menù per gennaio?

R. Sformatino di broccoli con crema di pecorino. Pici alle briciole con polvere di aglio nero e pancetta croccante .Spezzatino di cinghiale con funghi e castagne.Dolcezza al cioccolato e amarene con creme di mascarpone e nocciola