La Ferrovia Siena-Grosseto compie 150 anni: il 29 maggio in viaggio su una locomotiva a favore con carrozze anni ’30  per celebrare la ricorrenza. Le celebrazioni si svolgeranno in prossimità della stazione di Torrenieri con il convegno “150 della ferrovia Siena-Grosseto, 25 anni di Treno Natura” e la proiezione di un filmato sulla storia e la rinascita della ferrovia.

Il 24 settembre del 1994 due automotrici lasciavano Monte Antico dirette a Siena e terminava il servizio ordinario sulla ferrovia; il 1° maggio del 1996, sulla stessa tratta ferroviaria, iniziava l’esperienza del Treno Natura effettuato con littorine degli anni Cinquanta. La ferrovia Siena-Grosseto compie 150 anni, un evento che sarà celebrato il 29 maggio con un viaggio straordinario a bordo di un affascinante treno storico composto da locomotiva a vapore e carrozze Centoporte degli anni ’30. Un appuntamento coordinato da Comune di Montalcino e Fondazione FS italiane con il patrocinio di Regione Toscana e la collaborazione del Comune di Siena e dell’Università degli Studi di Siena.  Con partenza dalla stazione di Siena alle ore 9, il treno arriverà a Torrenieri. Dopo una breve colazione al ristoro dell’Eroica Montalcino, i viaggiatori saranno accolti dalla Filarmonica “G.Puccini” di Montalcino e accompagnati da figuranti in costume d’epoca nella Sala “Dancing l’Etoile” dove si terrà la celebrazione dei 150 anni, con il convegno “150 della ferrovia Siena-Grosseto, 25 anni di Treno Natura” e la proiezione di un filmato sulla storia e la rinascita della ferrovia, dopo la presentazione della guida “Ferrovia Val d’Orcia. Guida storica e panoramica sui binari del Treno Natura” (Ed. Nuova Immagine). Il treno, ripartito da Torrenieri, farà tappa alla stazione di Monte Antico, accolto da viaggiatori vestiti con abiti dell’epoca, tamburini di Borgo Franco di Paganico, produttori e artigiani con i profumi e sapori della primavera. Per l’occasione sarà inaugurata dal Comune di Civitella Paganico la “Bicistazione”, realizzata all’interno dei locali della stazione di Monte Antico con presentazione dei vari percorsi ciclopedonali; seguirà un buffet di benvenuto e una degustazione delle produzioni locali di Montecucco. Successivamente avrà inizio il percorso trekking con visita alle cantine. Alle ore 17.15 è prevista la partenza del treno storico con arrivo a Grosseto alle ore 18.12 per il termine corsa.  Fu il governo provvisorio della Toscana, diretto da Bettino Ricasoli dopo la partenza del Granduca Leopoldo II di Lorena, ad autorizzare, il 19 novembre 1859, a spese dello Stato per il grande interesse pubblico che aveva, la costruzione della strada ferrata Asciano-Grosseto, che ad Asciano stessa si staccava dalla linea per Sinalunga-Chiusi, quella della Val di Chiana. La ferrovia rappresentava il nuovo, la modernità del vapore, la velocità, contrapposta alla lentezza di carri e carrozze trainati da cavalli e buoi. Era per i territori attraversati un ingresso nella civiltà del XIX secolo. Il treno a vapore era sinonimo di sviluppo agricolo, industriale, commerciale, civile. Il simbolo del treno come portatore di progresso valeva ancora di più in Maremma, a causa della malaria che la rendeva invivibile d’estate. Bettino Ricasoli era proprietario di una tenuta a Barbanella, nei pressi della futura stazione di Grosseto, e quindi da molto tempo era sensibile alla ferrovia per il trasporto delle derrate alimentari. A partire dal 1845, Siena cominciò a progettare il progresso. Fu avviata la costruzione della ferrovia verso Empoli, in modo da raggiungere con il treno a vapore Firenze, Pisa e Livorno, con il fine di uniformarsi ai “nuovi bisogni dalla umana industria generati”, come si legge in un documento dell’epoca. I padri della ferrovia furono l’amministratore Policarpo Bandini e il tecnico Giuseppe Pianigiani. La Siena-Empoli fu aperta il 14 ottobre 1849, fra le prime ferrovie italiane, realizzata dalla Società anonima per la Strada ferrata Centrale Toscana. Fu questa società con sede a Siena a progettare il proseguimento dei binari verso la Val di Chiana e poi verso la Maremma, con accese discussioni e la pubblicazione di alcuni opuscoli, tra i quali ebbero un peso importante quelli dell’abate Giovanni Chelli, che proponeva di proseguire verso prima di tutto verso Grosseto. La scelta del tracciato per il collegamento con la Maremma non fu facile. Si legge in un rapporto che “Da studio a studio balenò allora il desiderio di servire con una sola linea Maremma e Montagna, perché questa col Pitiglianese formava un contingente di 45 mila persone; e ciò ottenersi poteva percorrendo le valli dell’Asso e dell’Orcia”. La sbuffante macchina a vapore portava il progresso dei trasporti e rappresentava una via di trasporto fissa e stabile che apriva il territorio alla civiltà del ferro del XIX secolo.