Montevarchi: dossier infrastrutturale per sostenere il punto nascita della Gruccia inviato dall’assessorato regionale ai trasporti all’Asl Toscana sud est

n dossier di quasi 200 pagine, che approfondisce attraverso relazioni tecniche, studi del traffico e rassegne stampa, il tema delle forti difficoltà di collegamento tra i comuni del Valdarno e gli ospedali di San Donato ad Arezzo e Santa Maria Annunziata a Firenze, è stato inviato oggi dall’assessorato regionale ai trasporti alla Azienda Usl Toscana Sud Est, per illustrare con maggiore dettaglio le criticità al fine di allegare il documento alla richiesta di deroga che l’azienda sanitaria invierà al Comitato Nazionale Nascite del Ministero della Salute con il fine di scongiurare la chiusura del punto nascita dell’Ospedale del Valdarno.

“La Regione Toscana sta lavorando, con fronte compatto insieme ai sindaci del Valdarno, per evitare la chiusura del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia a Montevarchi – ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – con il territorio stiamo facendo ‘gioco di squadra’, sia per aumentare il numero delle nascite nella struttura, sia per far conoscere e valutare dal Ministero le specificità dell’area. Santa Maria alla Gruccia è una struttura efficiente e in posizione strategica, il suo mantenimento in funzione anche a fronte di un numero di parti inferire a quanto previsto dai parametri nazionali è essenziale per garantire un servizio efficace e sicuro per la partorienti del Valdarno”.

“Il dossier – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni – è stato elaborato dai nostri uffici nel corso dell’ultimo mese e mezzo ed è già stato analizzato e condiviso già nei giorni scorsi con l’Azienda Usl e la Conferenza dei sindaci del Valdarno. E’ composto da tre parti ed è frutto di un lavoro accurato da parte degli uffici regionali, un lavoro elaborato con unico scopo: rivalutare il parere negativo dello scorso anno sul punto nascita di Santa Maria alla Gruccia, assolutamente fondamentale e strategico per il Valdarno”.I dati contenuti nel dossier evidenziano con chiarezza una criticità strutturale: i tempi di percorrenza reali superano mediamente frequentemente i 60 minuti, fino a punte di 80 minuti legate a traffico intenso (90 per le partorienti che usano il TPL che per il Valdarno sono moltissime), presenza diffusa di cantieri, interventi di manutenzione, elevata incidentalità e limitazioni alla circolazione. Le analisi, basate su diversi scenari di traffico, dimostrano che queste condizioni non sono eccezionali ma ricorrenti e che i incidenti con lesioni lungo l’asse di riferimento si verificano mediamente un giorno su quattro, generando rallentamenti e code significative senza considerare che non abbiamo dati su guasti e code per invidianti minori senza lesioni. Quindi la media è ancora più bassa.

“Contrapposta a queste criticità – conclude Boni – troviamo la richiesta di deroga della Asl Toscana Sud Est che conferma il pieno rispetto degli standard clinici e organizzativi del punto nascita della Gruccia, evidenziandone la qualità, la sicurezza e anche una dinamica positiva nei numeri, con un incremento dei parti nei primi mesi dell’anno. Tutti elementi che rafforzano una convinzione chiara: il punto nascita della Gruccia rappresenta un presidio essenziale, non solo sotto il profilo sanitario, ma anche per garantire equità di accesso ai servizi in un territorio che presenta oggettive criticità infrastrutturali”.