Piancastagnaio: respinto dai lavoratori ex-Logimer (“Acqua e Sapone”)  il nuovo tentativo di Cesar spa di svuotare il magazzino di Casa del Corto

Di Mariella Baccheschi

Altra giornata di lotta e di resistenza ieri martedì 21 aprile per i lavoratori del polo logistico ex-Logimer di Casa del Corto (Piancastagnaio). La Cesar spa, l’azienda che di recente ha acquisito il marchio “Acqua & Sapone” (ramo commerciale), non intende saperne della acquisizione del magazzino, che attualmente occupa oltre 50 dipendenti, quindi maestranze da licenziare . I lavoratori, sostenuti dalle organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana) e dalle istituzioni locali (comune di Piancastagnaio, Unione dei comuni Amiata Val d’Orcia, Provincia di Siena) hanno trovato il pieno appoggio della Regione Toscana, che ha convocato per il 6 maggio, alle ore 14, a Piancastagnaio un tavolo istituzionale, alla presenza della Cesar spa. Fino quella data sembrava vigere la implicita intesa che sia i lavoratori, sia la ditta si sarebbero riservati dal compiere azioni unilaterali. E, invece, dopo un primo tir, respinto dalle maestranze la scorsa settimana (avevano proclamato due ore di sciopero), per non fare uscire la merce stipata nel magazzino, ecco che ieri martedì mattina si è presentato un altro camion per caricare i roller container. I lavoratori  si sono messi in sciopero di tre ore e anche questa volta l’hanno avuta vinta. La ditta, comunque, ha minacciato ritorsioni annunciando che invierà ogni giorno un camion fino al 25 aprile. Le Rsa aziendali si sono fatte sentire.“Dopo l’assemblea di ieri alla quale hanno partecipato i sindacati e il sindaco di Piancastagnaio Franco Capocchi, in cui ci è stata riferita la volontà di tutte le istituzioni, Regione Toscana compresa – ha dichiarato Damiano Del Francia per la Filcams –  di non accettare azioni unilaterali da parte della azienda nei nostri confronti, stamattina ci è stato comunicato che sarebbe arrivato un camion che rimarrà qui fino venerdì”. E Lorenzo Pinzi di Uiltucs ha aggiunto: “oggi siamo qui a fare sciopero per dimostrare all’azienda la compattezza nostra di fronte a una prova di forza che stanno facendo per vedere quanto resistiamo. Ma sicuramente da parte nostra, dei sindacati e delle istituzioni ce la metteremo tutta per far capire alla azienda che abbiamo bisogno di concretezza”. E Alessio Pacini di Fisascat ha concluso: “siamo partiti con due ore di sciopero che abbiamo portato a tre, e siccome il camion rimarrà qui fino a fine turno, siamo disposti a prolungare lo sciopero di un’altra ora, e a mettere in campo tutte le azioni necessarie, perché questo sito rimanga attivo e non vi siano azioni unilaterali da parte dell’azienda”.