Pitigliano ripensa il turismo e si interroga sul futuro dell’accoglienza .Dal 14 marzo al 21 aprile al via’ Voci a Pitigliano’, quattro fine settimana di conferenze-spettacolo e incontri con studiosi ed esperti per parlare di modalità alternative di accoglienza
Pitigliano, nel cuore della Maremma toscana, è uno dei luoghi più riconoscibili e simbolici d’Italia, un paese con gli elementi di una città: ha solo 3500 abitanti ma è sede di una diocesi e ha un ospedale; è un centro antico scolpito nel tufo, sospeso tra natura e storia, con le vie cave e una stratificazione culturale, che va dagli etruschi alla comunità ebraica.
Essendo una delle realtà più iconiche tra i piccoli centri italiani fa i conti con gli effetti negativi del turismo. Per questo, il Comune ha avviato un percorso di riflessione condiviso con la cittadinanza, pensando a un diverso rapporto con il viaggiatore, ma prima ancora alla felicità dei residenti, alla produzione culturale e poi, passando per la consapevolezza delle risorse diffuse nel territorio, ad un’accoglienza che dovrebbe essere soprattutto elemento di confronto, superando il piano strettamente economico.
In questo percorso si innesta ‘Voci a Pitigliano’: dal 14 marzo al 21 aprile ci saranno quattro fine settimana di incontri pubblici, lezioni-spettacolo e dialoghi con alcuni tra i più autorevoli studiosi e giornalisti italiani. Non un evento celebrativo, né un festival, ma diversi momenti di confronto pubblico e di ascolto. “Voci a Pitigliano è un esempio virtuoso di riflessione sul futuro dell’accoglienza – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani –. Governare il turismo significa tutelare l’identità dei luoghi e la qualità della vita delle comunità. La Regione Toscana guarda con interesse a questo percorso, che può diventare un modello per molti territori, in particolare delle aree interne”. “Voci a Pitigliano – ha commentato Cristina Manetti assessora alla cultura con delega al turismo culturale- mette al centro il valore culturale dell’accoglienza e il ruolo delle comunità locali. Ripensare il turismo significa investire in consapevolezza, produzione culturale e relazioni autentiche tra territori e viaggiatori. È un percorso che la Regione Toscana sostiene con convinzione.”
“Pitigliano – ha poi affermato il sindaco Giovanni Gentili – punta su un modello peculiare, basato su esigenze e aspettative della comunità locale. In questi mesi con i nostri cittadini abbiamo parlato degli effetti negativi del turismo mordi e fuggi, del dilagare degli affitti brevi e del conseguente snaturamento del centro storico. Criticità che sono comuni a tante città italiane. Sentiamo l’esigenza di approfondire la riflessione con il contributo di studiosi ed esperti per arrivare a governare certi fenomeni tracciando il percorso più adatto alla nostra specifica realtà. Ai vari incontri parteciperanno amministratori regionali e comunali, professore universitari e giornalisti, associazioni e, ovviamente, i cittadini, tutti con un ruolo attivo”.
Voci a Pitigliano non nasce dal nulla. È la prosecuzione naturale di un percorso di autoanalisi e partecipazione avviato dal Comune con le iniziative di Pitigliano Turismo 2025: con la somministrazione di un questionario ai cittadini, proseguendo con la costituzione di tavoli tematici e con un primo confronto con i sindaci delle piccole città della Toscana, invitati a condividere criticità, visioni e possibili strategie comuni.










