Radicofani: danneggiate targhe della comunità ebraica. Il sindaco Fabbrizzi, “atto di uno squilibrato, non credo sia antisemitismo”

Di Stefano Magi

Alcune targhe commemorative della comunità ebraica di Radicofani sono state vandalizzate nei giorni scorsi da ignoti. Il gesto ha suscitato sconcerto tra i cittadini e ha spinto l’amministrazione comunale a denunciare l’accaduto ai Carabinieri. Il sindaco Francesco Fabbrizzi, profondamente turbato, ha condannato con fermezza l’atto, pur escludendo un movente ideologico: “non credo che si tratti di un atto antisemita, ma piuttosto del gesto di uno squilibrato.” Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per individuare i responsabili e chiarire le dinamiche dell’accaduto. Le targhe danneggiate erano state installate per mantenere viva la memoria della comunità ebraica di Radicofani, che in passato ha avuto una presenza significativa nel borgo. Il consigliere con delega alla cultura, Fausto Cecconi, ha sottolineato l’importanza di questi simboli storici, testimoni di un passato che non deve essere dimenticato. L’atto vandalico rappresenta dunque un danno non solo materiale, ma anche simbolico, poiché colpisce la memoria storica del paese. In seguito a questo episodio, è riemerso un fatto analogo avvenuto circa un anno fa, sempre nel mese di febbraio, quando una delle targhe era stata imbrattata con scritte (foto allegata). In quell’occasione, però, nessuna denuncia era stata presentata e l’episodio era passato sotto silenzio. Il consigliere Cecconi ha confermato che la targa venne ripulita senza alcuna segnalazione ufficiale, in un’operazione condotta, sembrerebbe, in totale sordina, senza che la vicenda emergesse pubblicamente. Solo ora, con il nuovo atto vandalico, il fatto è tornato alla luce, sollevando interrogativi sulla necessità di una maggiore attenzione nella tutela di questi simboli storici. L’amministrazione comunale sta valutando interventi per il ripristino delle targhe e misure per prevenire nuovi atti vandalici. Nel frattempo le indagini dei Carabinieri proseguono per individuare i responsabili di un gesto che, pur non essendo stato ritenuto un attacco di matrice antisemita, resta comunque un’offesa alla storia, alla comunità e al valore della memoria collettiva. La comunità ebraica di Radicofani, vi ha avuto una presenza significativa fino al diciottesimo secolo. Il ghetto ebraico era situato nell’attuale Piazza della Giudea, nel cuore del borgo. Questo quartiere aveva due accessi: uno dall’Andito della Giudecca, che conduceva alla via centrale, e un altro attraverso un arco, poi distrutto dal terremoto del 1926, che si trovava nel vicolo degli Ebrei e lo collegava a via dei Forni. Questi archi fungevano da porte che potevano chiudere il ghetto. Nel 1600, alcune norme dello statuto comunale regolavano e garantivano i testamenti all’interno della comunità ebraica, evidenziando l’integrazione e l’importanza di questa comunità nella vita sociale e culturale di Radicofani.