Radicondoli : dal 24 al 26 maggio  terza edizione di “Traversata, Festival Luciano Berio”

A  Radicondoli  torna dal 24 al 26 maggio  il Festival Luciano Berio , giunto alla sua terza edizione, che si ispira nella sua articolazione e nei suoi contenuti al concetto di Traversata. Al pari dei Dialoghi sonori e spaziali intessuti nel corso della scorsa rassegna, questa parola chiave riflette idealmente un tratto della biografia artistica di Berio, compositore che ha attraversato tutte le maggiori temperie musicali e culturali del Novecento. Il rimando si pone anche come un omaggio allo stesso lessico del compositore, che intitolò Traversata uno degli scritti teorici più intensi della sua maturità. Declinato in varie accezioni metaforiche e reali, questo vocabolo ricco di storia e significati è stato preso come ulteriore simbolo di un passaggio che porta verso il 2025, anno del centenario della nascita di Luciano Berio. Nel corso di questa Traversata si susseguiranno vari eventi performativi, espositivi, incontri seminariali e workshop-concerto dislocati in luoghi diversi del borgo toscano eletto da Berio a propria dimora di vita. In continuità con alcuni dialoghi sonori avviati nella scorsa edizione, il concerto di apertura è affidato alla Filarmonica Rossini di Firenze, diretta dal Maestro Giampaolo Lazzeri. Gli appuntamenti centrali dei due giorni seguenti si inscrivono nel quadro di un progetto internazionale di carattere didattico-performativo dedicato alle Sequenze, ciclo di brani solistici composti da Luciano Berio dal 1958 al 2003, divenuti delle pietre miliari per i nuovi approcci tecnico-performativi e la prassi strumentale e virtuosistica dei nostri giorni. Dopo i primi appuntamenti organizzati rispettivamente nelle diverse cornici del Festival Berio 2023, dell’attività di ricerca straordinaria del Conservatorio di Musica di Cagliari e dei prestigiosi corsi estivi per la nuova musica di Darmstadt – dedicati alle Sequenze per flauto (I), arpa (II), pianoforte (IV) e violoncello (XIV) – quest’anno Radicondoli ospiterà tre musicisti d’eccezione: il chitarrista americano Eliot Fisk e il fisarmonicista Teodoro Anzellotti, dedicatari delle rispettive Sequenze XI e XIII, e il violinista Francesco D’Orazio, grande interprete della Sequenza VIII. Sono questi i timbri strumentali e gli artisti protagonisti del concerto clou del 25 maggio e dei paralleli incontri dedicati alle singole Sequenze, in cui alla formula del workshop didattico si affianca la narrazione delle storie genetiche ed esecutive condotta in forma dialogica tra interpreti e musicologi. Il Festival è arricchito da un incontro seminariale dedicato alla produzione audiovisiva di Berio, con la partecipazione di docenti e dottorandi di “Storia delle Arti e dello Spettacolo”, dottorato di ricerca delle Università di Firenze, Pisa e Siena. La chiusura degli eventi in calendario per quest’anno è affidata il 26 mattina a un soundwalk all’aperto, ideato e guidato da Francesco Giomi (Tempo Reale). Derivata dalle pionieristiche ricerche canadesi degli anni Sessanta/Settanta, l’esperienza si configura come una passeggiata sonora guidata, significativa per la riappropriazione acustica collettiva di un luogo. I partecipanti saranno coinvolti, grazie alla guida dell’ideatore, in un processo partecipativo aperto e godibile senza il ricorso ad alcun background musicale.